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Yara, pi?? ipotesi: ma resta incerta la causa della morte

Recisa la trachea, ma si parla anche di pugni ripetuti alla testa e al volto. Entro il 27 maggio la relazione completa dei medici legali.

Sembra davvero difficile fare chiarezza sulle cause della morte di Yara Gambirasio, scomparsa da Brembate Sopra il 26 novembre e ritrovata cadavere in un campo tre mesi dopo, il 26 febbraio. E’ stata uccisa, è una delle poche certezze, ma non è ancora chiaro come. Settimana scorsa scrivevamo di uno dei documenti che l’anatomopatologa Cristina Cattaneo ha inviato alla procura di Bergamo, in cui si ipotizzavano due cause del decesso: il soffocamento o il freddo che imperversava già in quei giorni di fine novembre per farsi ancora più pungente già all’inizio del mese successivo.
Il settimanale Oggi ha rilanciato in un certo senso tale ipotesi, con ulteriori particolari: secondo l’inviato Giangavino Sulas Yara è stata colpita più volte, probabilmente con dei pugni violenti (e in effetti il procuratore Massimo Meroni aveva parlato di lesioni dovute o ad un oggetto contundente o a percosse). Ora spunta invece dalle pagine de L’Eco di Bergamo una nuova ipotesi relativa al soffocamento. Il taglio netto sul collo di Yara, nella parte anteriore, che sembra quasi disegnare un semi anello ben preciso, avrebbe reciso la trachea, favorendo e certamente velocizzando il soffocamento della ragazza. Il tutto senza dimenticare che all’altezza della laringe Yara presentava un evidente segno di schiacciamento, dal quale la dottoressa Cattaneo avrebbe in parte dedotto l’ipotesi di uno strangolamento.
Elementi che combaciano, quindi, ma anche che stonano tra loro. Che indicano un assassino, o più assassini (non è escluso), che hanno agito in più modi, almeno tre, per far male a Yara: percosse o colpi in testa e al volto con una pietra, uno strangolamento compiuto o lasciato a metà, i tagli alla schiena, ai polsi, al collo, che per la loro precisione sembrano tutti inferti su un corpo non più in grado di reagire, ma probabilmente non sono stati immediatamente letali.
Il 27 maggio è il termine dato dalla procura di Bergamo all’anatomopatologa Cristina Cattaneo per completare la sua relazione a 360 gradi sulle ispezioni cadaveriche e l’autopsia.

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