Il grande dubbio: come ?? morta Yara? “Non c’?? stata chiara volont?? di uccidere”
Tra tante ipotesi su svariate piste investigative, tra cui quella satanica, gli inquirenti non conoscono ancora l’esatta causa del decesso. Il pm parla di “mancanza di un quadro chiaro”.
Le ipotesi sull’omicidio di Yara Gambirasio si moltiplicano ma la realtà dei fatti è che anche il
ritrovamento del corpo, pur essendo un elemento decisivo nell’ambito delle indagini, non ha ancora fornito solide certezze. Di questo, ieri, si è detta preoccupata Letizia Ruggeri, pubblico ministero che indaga sul caso. Perchè "manca un quadro chiaro dovuto a delle lesività" che si sommano tra loro ma "non indicano l’esatta causa della morte" nè "una chiara volontà omicidiaria". Vale a dire che il ritrovamento del corpo non dà nemmeno troppe certezze sulla reale e decisa volontà di uccidere Yara da parte di chi l’ha portata in quel campo di Chignolo d’Isola. Non si capisce, infatti, se "l’aggressore ha colpito Yara per ucciderla, se la morte era voluta, non era voluta" e, nelle modalità con cui sono state fatte le lesioni "con che logica sono state fatte, se per tramortire, ferire o uccidere". Sono dubbi fondamentali, che complicano il giallo di Yara, che non danno la possibilità di costruire un profilo attendibile dell’assassino. O forse sì, la danno, ma è una delle tante ipotesi, con contraddizioni: una situazione degenerata, non certo premeditata, una lite che prende la piega peggiore e più drammatica. Resta difficile crederci, pensando a quel cellulare di Yra che si spegne pochi minuti dopo il saluto alle amiche in palestra.
Sono indagini difficili. La speranza è ancora una volta affidata ad eventuali tracce biologiche già trovate (un profilo maschile e femminile) o ancora da individuare. In questo senso è emersa nelle ultime ore l’indiscrezione, ancora non confermata, di una traccia di Dna individuata, forse, sulla batteria del cellulare di Yara.























































