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Yara, una traccia nascosta di Dna? Avanti con i prelievi a Brembate Sopra

Si cerca il confronto per due tracce ritrovate sul guanto destro della ragazza. Ma potrebbe essercene un’altra, forse proprio sulla batteria, ufficialmente negata.

E’ possibile che le uniche due tracce di Dna ritrovate fossero solo su un guanto di Yara, uno di quei guanti che la ragazza probabilmente teneva in tasca quando è stata rapita? Due guanti mai a contatto con il suo assassino? Forse no, forse gli inquirenti hanno altro e lo tengono ben al riparo dall’attenzione mediatica che si è creata attorno al caso. Forse c’è proprio quella traccia spuntata sulla batteria del telefono cellulare di Yara Gambirasio, di cui si era parlato all’inizio di settimana scorsa in alcune indiscrezioni, poi negate dal procuratore Massimo Meroni. Ma in quella stessa conferenza stampa il procuratore aveva anche negato che si stessero prelevando tamponi di saliva per estrarre il Dna a persone al di fuori della stretta cerchia familiare della ragazza. E invece era proprio così: il giorno della conferenza stampa i prelievi erano già iniziati.
Nel giro di una settimana le persone sottoposte a tampone di saliva da cui estrarre il profilo genetico, sono state più di un centinaio. Amiche della ginnastica ritmica, istruttrici di ginnastica, genitori delle amiche, personale di tutto il centro sportivo di Brembate Sopra. Risulta che anche alcuni vicini di casa di Yara Gambirasio e alcuni imprenditori della zona siano stati convocati in questura, o in caserma dai carabinieri, per lasciare una loro traccia biologica.
Un lavoro che ha la sua utilità: capire ad esempio se quelle tracce sul guanto destro corrispondono alle amiche di Yara o ad un’altra persona nota nella cerchia della ragazza che, secondo le indagini svolte finora, non può corrispondere in alcun modo all’assassino. Un lavoro utile per escludere, ma è per questo che si sta procedendo allo screening di mezza o tutta Brembate Sopra? Per escludere? Forse no, forse c’è una traccia ritrovata tra il corpo, gli oggetti o i vestiti di Yara, che gli inquirenti ritengono molto più interessante di quel Dna ritrovato sui guanti della ragazzina. "I guanti non li indossava", ha detto un papà che ha visto uscire Yara dal centro sportivo alle 18,39 di venerdì 26 novembre. E quei guanti erano nella tasca del giubbotto di Yara al momento del ritrovamento del cadavere. Non li indossava, non sono entrati in contatto con lchi l’ha uccisa. Ci potrebbero essere tracce più interessanti ad aver spinto gli inquirenti ad un ampio lavoro di schedatura dei profili genetici.

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