Yara, nessun segno di violenza sessuale Profonda coltellata alla schiena
E’ un’indicazione importante che gi?? in parte emergeva dall’ispezione cadaverica. L’assassino ha rinunciato alla violenza o non era quello il suo scopo?
E’ una prima importante indicazione quella che emerge dall’autopsia sul corpo di Yara Gambirasio,
iniziata ieri all’istituto di Medicina Legale di Milano con il coordinamento dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo. Sul corpo di Yara non ci sono segni di violenza sessuale. Un dato non di poco conto che era già emerso in parte dall’ispezione cadaverica iniziale, che era stata comunque approfondita: Yara, completamente vestita come il primo giorno, aveva addosso la sua biancheria intima, che risultava solo in parte lacerata, forse dalle intemperie che il cadavere ha subìto. Oltre all’ispezione cadaverica anche l’autopsia conferma: non c’è stato alcuno stupro e non ci sono assolutamente sul corpo altri segni di violenza sessuale. Un elemento di rilievo.
Alle 7 di oggi, 1 marzo, non è chiaro se l’esame autoptico all’istituto di Milano sia terminato o debba proseguire anche in giornata. L’analisi del corpo di Yara è più che approfondita, perchè potrebbe consentire la soluzione del giallo. Sul cadavere è stata rilevata una profonda ferita d’arma da taglio alla schiena, affiancata da un’altra ferita. Entrambe intersecate da altri due probabili colpi d’arma da taglio. Perchè è morta Yara? Quale la causa principale del decesso? E’ una risposta che in molti si attendono. Ma soprattutto, quale era lo scopo del suo assassino? L’assenza di violenza sessuale rischia di far diventare questo caso un giallo nel giallo. Forse l’omicida, un maniaco sessuale, può aver rinunciato alla violenza di fronte alla fuga della sua vittima. O forse il suo scopo non era abusare di lei sessualmente.


























