Yara uccisa a coltellate, ha tentato di difendersi Il maniaco l’ipotesi pi?? accreditata, per ora
Almeno sei fendenti, ma sar?? l’autopsia, che si preannuncia lunga, a dare maggiori dettagli. Forse il corpo ?? sempre stato l??, ma non ci sono elementi decisivi che permettono di escludere altre ipotesi.
Assume sempre più peso, tra gli inquirenti, l’ipotesi che Yara Gambirasio sia stata uccisa da un
uomo che ha agito a scopo sessuale. Ma è un’ipotesi che resterà tale, come tante altre, fino alla soluzione di questo giallo che tiene in apprensione da più di tre mesi. Da quel venerdì pomeriggio, 26 novembre, fino al sabato pomeriggio di tre mesi dopo, il 26 febbraio, quando il corpicino di Yara, rovinato e decomposto non solo dalle intemperie, è stato notato in un campo di via Bedeschi, a Chignolo d’Isola, da un appassionato di aeromodellismo.
L’ipotesi di un maniaco perchè, secondo indiscrezioni e fonti investigative non ufficiali, gli indumenti intimi di Yara sarebbero stati trovati lacerati in più punti. Un maniaco che forse ha sorpreso Yara fuori dal centro sportivo, l’ha molestata, uccisa e poi scaricata poche ore dopo nel campo di Chignolo d’Isola. Ma è un’ipotesi ancora del tutto priva di particolari e dettagli decisivi. Dove è stata uccisa Yara? Ha subìto altre violenze prima delle coltellate o comunque delle ferite d’arma da taglio che le hanno tolto la vita, di cui una è sembrata particolarmente violenta? E soprattutto, a che profilo corrisponde il suo omicida? Una persona conosciuta o un perfetto estraneo che l’ha ingannata e l’ha poi immobilizzata su un’auto. Tanti punti ancora da chiarire.
Le strade tra ipotesi diverse sembrano dividersi su un punto: non è chiaro se il cadavere della ragazza è sempre stato lì, forse fin dal 26 o dal 27 di novembre, o se è stato portato a Chignolo d’Isola solo negli ultimi giorni, per essere ritrovato a tre mesi esatti. In un articolo dell’agenzia Ansa di ieri sera, 27 febbraio, si sosteneva addirittura che, nel caso in cui il corpo fosse stato trasportato di recente, bisognerebbe allora pensare ad una "vendetta" nei confronti della famiglia e non più ad un maniaco sessuale. Una convinzione che gli inquirenti non hanno: il trasporto del cadavere già decomposto non comporterebbe in automatico l’esclusione dell’ipotesi di un maniaco sessuale. Non sarebbe certo il primo caso di un maniaco sessuale che agisce in modo articolato, magari volendo anche lanciare una sfida agli inquirenti, ad esempio facendo ritrovare il corpo della sua vittima al passare dei tre mesi, o a poca distanza dal comando della polizia locale che ha coordinato le ricerche.
Non esistono elementi, per ora, che consentono di escludere una pista o l’altra. L’autopsia potrà invece dire con precisione con quanta ferocia l’assassino, o gli assassini di Yara, hanno agito. Con quante coltellate: per ora sono almeno sei fendenti d’arma da taglio. E forse anche se hanno agito con un’istinto di natura maniacale, passionale, o in modo più fermo e deciso. E’ questo è il fronte dei nodi da sciogliere tramite deduzioni, partendo dagli elementi che il corpo della povera Yara fornisce. E c’è infine il fronte delle indagini che si muovono direttamente in cerca di prove, di tracce dell’assassino. Gli inquirenti passeranno al vaglio gli spostamenti di telefono cellulari nella cella di Chignolo d’Isola tra il 26 e il 27 novembre. E hanno preso visione dei filmati delle telecamere di un’azienda della zona di via Bedeschi. Se da quei filmati è spuntato qualcosa di interessante i mezzi di comunicazione non lo sapranno di certo, almeno fino ad una svolta.

















