Yara, “anche una goccia di sudore pu?? essere decisiva”
“Anche una goccia di sudore pu?? essere decisiva”: le parole di un uomo della polizia scientifica durante i rilievi a Chignolo d’Isola.
"Anche una goccia di sudore può essere decisiva": un uomo della polizia scientifica in tuta
bianca lo dice sommessamente ad un collega, mentre lascia temporaneamente l’area presidiata dalla polizia locale per tenere lontano i giornalisti e i curiosi dal campo incolto dove è stato ritrovato il cadavere di Yara Gambirasio, la piccola di 13 anni scomparsa da Brembate Sopra il 26 novembre, esattamente tre mesi fa. Una frase emblematica per dire quanto saranno importanti i primi rilievi effettuati dalla polizia scientifica sul luogo del ritrovamento. Rilievi sia sul corpo di Yara sia nell’area immediatamente circostante il cadavere. E’ dall’autopsia che sarà eseguita lunedì 28 febbraio a Milano che ci si attende molte risposte.
In che stato di decomposizione era il corpo della giovane ginnasta? In uno stato che non avrebbe permesso un trasporto da un luogo all’altro negli ultimi giorni oppure sì? E quando è stata tolta la vita alla piccola e innocente Yara Gambirasio? Il 26 novembre? Più tardi? Risposte necessarie, per capire anche dove il corpo può essere stato per tre mesi se non lì, in quel campo di Chignolo d’Isola. Forse è stato nell’acqua, ipotizza qualcuno, in un fiume o in un torrente. E come può essere stata uccisa Yara? Domanda dolorosa, ma anche in questo caso fondamentale se si vuole venire a capo di questo giallo, di questo drammatico mistero.
Ma non è solo sul corpo di Yara che si sono concentrati i rilievi della polizia di Stato. Anche una goccia di sudore nel prato, su una foglia, sugli indumenti della ragazza, può appunto risultare decisiva. Anche solo una traccia biologica il cui dna non appartenga a Yara deve essere isolata, analizzata ed eventualmente utilizzata. E poi c’è il terreno immediatamente sotto il cadavere che parla, che forse agli inquirenti ha già detto qualcosa. Se il corpo di Yara era davvero lì da tre mesi quel campo incolto di Chignolo d’Isola può dirlo: liquidi corporei, altre tracce, sangue, quanto sono penetrati nel terreno, che segni hanno lasciato? Forse alcune risposte in tal senso la polizia le ha già ottenute nella serata di ieri, 26 febbraio. Ma tutto resta coperto dal più stretto riserbo.










