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I criminologi: “Yara si fidava di chi l’ha uccisa”

Concordano i criminologi Francesco Bruno e Carmelo Lavorino, che per “Gente” hanno messo in luce i paralleli tra i due gialli.

"Yara Gambirasio e Sarah Scazzi si fidavano di chi poi le ha uccise". Concordano i criminologi Francesco Bruno e Carmelo Lavorino, che per "Gente", il settimanale diretto da Monica Mosca in edicola da lunedì, hanno messo in luce i paralleli tra i due gialli. "Il ritrovamento sugli oggetti di Yara dei due Dna, uno maschile e uno femminile, non fa che dare conforto a questa tesi: una coppia ispira pi— fiducia. L’omicidio di Sarah Š maturato all’interno della famiglia. Chi sia l’assassino di Yara ancora non lo sappiamo ma credo che vada valutato con attenzione l’ambiente a lei pi— vicino", dice Bruno. Anche secondo Lavorino Yara non ha intuito il pericolo che l’aspettava: "Dopo l’incontro, in entrambi i casi si Š innescata una reazione imprevista che ha portato il killer a perdere la testa. E a uccidere d’impeto". Secondo Bruno sia ad Avetrana sia a Brembate Sopra si Š trattato di delitti pianificati: "Sarah Scazzi cadde in una trappola. E non credo al movente gelosia. Penso a motivi inconfessabili. O forse, pi— semplicemente, alla pi— banale delle ragioni: il denaro. CredBruno e Lavorinoo che anche per Yara ci sia stata pianificazione. Ed escluderei il movente sessuale". Chi pu• essere il killer di Yara? "Qualcuno che ha perso la testa», dice Lavorino. «Una persona della zona, che forse ha seguito le ricerche in prima persona. Ha un’ora e mezza di buco nell’alibi. Si Š sporcato di sangue e ha sporcato i sedili della sua auto. Aveva un rapporto con Yara: ha rispettato il cadavere, non ha voluto n‚ distruggerlo n‚ bruciarlo». Per Bruno a uccidere Yara Š stata una persona fredda: «Ha lasciato il corpo ben visibile, in un campo: voleva che venisse ritrovato. Penso che ci sia stata una segnalazione, una soffiata». «In entrambi i casi», concordano i due esperti, «i telefoni cellulari saranno fondamentali perch‚ permettono di dire dove erano i possibili assassini al momento del delitto. Ci diranno i movimenti dell’assassino»