Yara, piovono critiche su indagini e ricerche ma ora l’obiettivo deve essere uno solo
Fonti degli inquirenti: ricerche non approfondite in quel campo. I volontari della protezione civile: qualcuno ha sbagliato. In tre mesi nessun risultato, ma ora non si pu?? pi?? sbagliare. L’orco va preso.
Il quotidiano "La Stampa" spara sulle "ricerche che non hanno funzionato". La Repubblica, con il
giornalista bergamasco Paolo Berizzi, riferisce di dubbi espressi dalla mamma di Yara in merito alle indagini, anche se la notizia non è affatto confermata. E intanto proprio nelle ultime ore sembra di assistere ad uno scaricabarile tra le persone e i volontari che hanno effettuato le ricerche. Opinioni, smentite e un po’ di confusione stanno circondando gli eventi degli ultimi giorni, a partire dal ritrovamento del corpo di Yara. Il tutto dopo tre mesi in cui le indagini non avevano portato ad alcun risultato e al termine di un lungo periodo in cui, il dramma del ritrovamento del corpo, diventa anche il punto di volta per permettere finalmente alle indagini di arrivare a capire chi ha compiuto il massacro di Yara.
Com’è possibile che in tre mesi, se quel cadavere è sempre stato a Chignolo d’Isola, non sia mai stato visto e notato da nessuno? E’ la domanda che tutti si pongono. Ma il luogo del ritrovamento sembra ora non lasciare dubbi: nel terreno c’è un piccolo avvallamento, forse proprio dovuto ad un corpo esile, non di altissima statura, rimasto appoggiato tra terra e arbusti per lungo tempo. Eppure nessuno l’ha notato. Il sindaco di Chignolo d’Isola Pierluigi Marra sabato 26 febbraio aveva affermato che da lì le battute di ricerca erano passate almeno tre volte. Nel pomeriggio di domenica un volontario della protezione civile affermava che era impossibile, con ricerche fatte a dovere, non notare il corpo. Questa mattina il capo della protezione civile di Brembate Sopra, Giovanni Valsecchi, ha espresso lo stesso concetto. E alle 13,20 di oggi, lunedì 28, un’agenzia Ansa parla dei dubbi degli inquirenti sul modo in cui sono state svolte le ricerche a Chignolo d’Isola.
Tanti dubbi, rimorsi e responsabilità che passano da un soggetto all’altro. Con alle spalle quell’esercito di sensitivi e sensitive alle quali, a dispetto delle affermazioni ufficiali, le indagini si sono spesso affidate. Abbiamo seguito il caso della scomparsa di Yara fin dall’inizio, da vicino. Sabato 26 febbraio, con un po’ d’emozione in corpo abbiamo battuto per primi la notizia di accertamenti della polizia nell’Isola Bergamasca, dove era stato ritrovato un cadavere. Ora crediamo di poter dire che al di là di accuse, rimpalli e critiche, l’obiettivo può e deve essere solo uno. Scovare al più presto l’assassino di Yara, "l’orco" come l’ha definito il parroco di Brembate Sopra. Se ci sono stati degli errori ora non possono più essercene. C’è un corpo straziato e non ci sono più scuse.





















