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Yara, critiche alle indagini da due componenti delle forze dell’ordine

Due uomini delle forze dell’ordine in un intervento anonimo parlano della rivalit?? tra carabinieri e polizia e di “avvilente dispersione di energia”.

Mancanza di coordinamento, avvilente rivalità tra polizia e carabinieri che puntualmente si ripete, dispersione di energie e mezzi. E’ questo in sintesi il contenuto della lettera di due appartenenti alle forze dell’ordine intervenuti sulle pagine de l’Eco di Bergamo protetti dall’anonimato.
I due uomini parlano della forza, dell’influenza che il caso di Yara ha avuto anche su di loro, ma poi entrano nel merito della gestione di tutte le indagini e le ricerche. "Una gestione quantomeno discutibile e oggettivamente farraginos. Non da ultimo, improduttiva. E la chiave di questo successo investigativo – secondo i due uomini – è da ricercare nella cronica assenza di sinergia tra carabinieri e polizia".
Una questione annosa, che "si rirpropone puntualmente e antipaticamente. Eppure non si riesce a capire quando questo Paese capirà quanto sia deleterio il dualismo tra le forze dell’ordine che invece di condividere mezzi, uomini e risorse, finiscono per nascondere alla controparte informazioni e indizi, con l’unico risultato di non raggiungere mai il traguardo, consolandosi che nemmeno i "cugini" sono riusciti a raggiungerlo. Semplicemente avvilente".
Anche il ritrovamento del corpo di Yara non è stato esente da rivalità, secondo la lettera: "Il palese conflitto di interessi e attribuzioni tra i vertici dell’Arma dei carabinieri e della polizia di stato determina con puntualità ossessiva una chiara, evidente dispersione di forze e di energie, a discapito della scoperta della verità di indagine". Un quadro triste, di cui da fuori si era colto qualcosa. Ma ora è nero su bianco.

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