Yara, prendere il Dna a tutta Brembate Sopra Operazione in corso, tutti in fila dai carabinieri
Caccia al profilo genetico dell’assassino. Quasi ultimato lo screening sul personale e i frequentatori della palestra. Poi si passer?? al resto del paese.
Se davvero l’assassino è di Brembate Sopra o della zona la strada imboccata e caldeggiata nelle ultime ore anche dal generale Luciano Garofano, può essere quella giusta: prendere il Dna a tutto il paese e confrontarlo con le tracce biologiche trovate sul corpo, sui vestiti o sugli oggetti di Yara Gambirasio. Ma la condizione iniziale è fondamentale: avere il sospetto che l’assassino della piccola Yara sia una persona del posto. Altrimenti anche il lavoro di screening di massa per avere nuovi profili genetici rischia di essere un nuovo buco nell’acqua.
Le indiscrezioni suggeriscono che già all’inizio di settimana scorsa i carabinieri, tra la caserma di Ponte San Pietro e il comando di via delle Valli, a Bergamo, hanno prelevato saliva, tramite un veloce tampone, ai frequentatori della palestra più a contatto con Yara Gambirasio: istruttrici e genitori delle ragazzine che si allenavano con lei. Si è passati negli ultimi giorni ai tamponi per tutto il personale della palestra, della piscina, del centro sportivo nel suo complesso. Un lavoro che è tuttora in corso, con tamponi anche nella giornata di oggi.
In una fase immediatamente successiva, stando anche all’invito del sindaco Diego Locatelli a dare la disponibilità per il test, la mappa dei profili genetici verrà allargata. Probabilmente partendo dal vicinato della famiglia Gambirasio, per poi andare oltre.
Se la strada imboccata è quella giusta ci si potrebbero aspettare sorprese di un certo rilievo, anche in tempi non lunghissimi. Tutto dipende da quelle tracce di Dna su un guanto di Yara: una maschile e una femminile, quella maschile appartenente ad una persona del tutto sconosciuta agli inquirenti, stando ai profili genetici. E resta in sospeso l’indiscrezione per l’eventuale traccia di Dna trovata anche sulla batteria del cellulare di Yara. Il procuratore aggiunto aveva smentito tale circostanza.































































