Yara, raccolta firme contro la stampa a Brembate Ma non ?? il momento del silenzio
Alcuni residenti promuovono una petizione per dire basta al “bombardamento mediatico”. Ma ?? il momento di tenere sotto pressione chi indaga, l’orco va preso. Il silenzio non serve.
Ci eravamo già permessi di dubitare molto dell’utilità del silenzio stampa richiesto dal sindaco di
Brembate Sopra Diego Locatelli e anche, purtroppo, dalla famiglia di Yara Gambirasio, a metà gennaio, quando la triste sorte della ragazzina non era ancora nota. Ne dubitavamo ritenendo comunque la cronaca più utile del silenzio su un caso così difficile, uno dei più grandi gialli italiani.
Ora, a maggior ragione, scuotiamo il capo di fronte alla notizia di una petizione promossa da alcuni residenti di Brembate Sopra, per dire "basta" al bombardamento mediatico sul paese in relazione all’omicidio di Yara Gambirasio. Pur rispettando le opinioni di tutti coloro ai quali le antenne televisive e le macchine fotografiche danno fastidio, e ritenendo anche che certe trasmissioni o certi pseudo-approfondimenti stanno diventando stucchevoli, ci permettiamo di ribadire che il ruolo della stampa è fondamentale, soprattutto in questo momento.
Il ritrovamento del corpo di Yara, pur nel dramma, può dare nuove indicazioni agli inquirenti ed è questo il momento di provare a stringere il cerchio, in base ai rilievi e ai risultati di carattere scientifico emersi dall’autopsia e dai materiali isolati dal corpo della ragazza. Mai come ora è bene che gli inquirenti sentano la pressione che viene dall’attenzione di tutti gli italiani per il caso, un’attenzione che passa attraverso la stampa, internet, la tv e i mass media in generale.
Spegnere i microfoni ora è un ulteriore rischio di veder svanire un’indagine che davvero da troppo tempo "sta brancolando nel buio", per riprendere un’espressione di antichi cronisti. Continuiamo a parlare di questo omicidio e delle indagini che possono, o devono, portare ad una soluzione.

