Yara Gambirasio, parla un volontario della protezione civile “Il corpo non poteva essere l?? da tempo”
“Cercata pi?? volte, non si poteva non notare in un campo con arbusti alti non pi?? di 80 centimetri”. Per le indagini lo spostamento o meno del cadavere resta un nodo da sciogliere.
E’ un volontario della protezione civile a lungo impegnato nelle ricerche di Yara. Nel pomeriggio
del 27 febbraio, il giorno dopo il ritrovamento del corpo, il volontario sta presidiando il cordone fissato dalla polizia per impedire a curiosi e giornalisti di arrivare nel campo di via Bedeschi, a Chignolo d’Isola. La sua opinione è piuttosto chiara: "Il corpo di Yara non poteva essere lì fin dalla fine di novembre. Sarebbe stato trovato" (guarda il video)
"Se fossimo stati lontani da un punto abitato, quindi magari perlustrato dopo tre o quattro ore di ricerca potrei capire che non si è controllato bene, anche solo per stanchezza. Ma da qui si è passati all’inizio delle ricerche ed escludo che possa esserci stata distrazione. E poi il corpo è stato ritrovato a 100 metri da dove finisce la strada asfaltata, ritengo che sia assolutamente impraticabile il non vedere in quella posizione un cadavere. Abbiamo aperto delle fosse biologiche, abbiamo rotto dei chiusini, abbiamo fatto cose che sembrano impossibile, e pensare che non si è visto lì qualcosa è davvero improbabile".
Secondo il volontario della protezione civile, "il cadavere è stato portato qui di recente. Resta una mia opinione, ma nelle scorse settimane da qui si era passati, certamente, senza trovare nulla".
Un giallo nel giallo. Il corpo di Yara era lì da tempo, forse fin dalla fine di novembre? O è stato portato in via Bedeschi in un momento successivo, nei giorni più prossimi al ritrovamento? Sono le indagini a doverlo dire, a sciogliere un altro nodo che può essere fondamentale anche per cogliere dettagli non indifferenti del profilo dell’omicida di Yara.
















