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Taglio delle ore, ma a pari stipendio per le mamme: così Automha incentiva la maternità

Giuseppe Stefanelli, ceo di Automha: "Noi stiamo crescendo, e abbiamo pensato di cominciare a far qualcosa per contrastare quello che sembra inevitabile ma non lo è: l’invecchiamento della popolazione”

Sono abituati a mettere ordine. Per la verità creano e gestiscono immensi magazzini automatici dove si razionalizza lo spazio e il lavoro diventa efficienza. Sarà anche per questo modus operandi che all’Automha, impresa di Azzano San Paolo con oltre 20 anni di esperienza alle spalle, hanno deciso una riduzione di due ore di lavoro al giorno, a parità di stipendio, per le mamme di bambini fino ai 10 anni di età.

Generico gennaio 2020

Un sostanziale aiuto alle donne già mamme e a quante hanno intenzione di esserlo. A partire dal 2020 Automha ha deciso un taglio del 25% sul monte ore lavorativo.

Le donne in azienda sono circa il 16%, pari a 19 dipendenti su 112. Solo nell’ultimo anno sono state assunte 52 persone (70 nello scorso triennio) ed entro febbraio entreranno in azienda altre otto maestranze. Giuseppe Stefanelli, ceo di Automha, racconta a Bergamonews come e perché ha deciso di introdurre questa misura.

Come nasce questa idea?

Una sera davanti alla tivù, in un programma che illustrava il calo delle nascite, che prevedeva una popolazione destinata ad invecchiare senza ricambi generazionali a causa della bassissima natalità ho pensato che forse anche come azienda dovevamo impegnarci a fare qualcosa. Così mi sono consultato con il presidente della società, Franco Togni, e con i figli, Roberta e Gianni, che rivestono ruoli chiave nell’azienda e abbiamo deciso di adottare questa misura. Una scelta che aiuta le quote rosa, peraltro, preponderanti nel comparto amministrativo e nel marketing.

Quanto costerà questa iniziativa?

In economia tutto ha un costo. Ma io non lo considero un costo, piuttosto un investimento. Questa misura peserà per qualche centinaio di migliaia di euro, ma sono anche convinto della “produttività etica” di questa misura ed Automha incasserà sull’atmosfera e sulla serenità lavorativa della forza rosa aziendale. Credo che saremo ripagati nella stessa misura e nella stessa attenzione che dedichiamo ai nostri dipendenti.

Un’iniziativa che potrebbe ampliarsi e costare meno se venisse ripresa e rilanciata a livello pubblico, dal  Governo per esempio con qualche incentivo o magari con qualche recupero a livello di tassazione.

Ognuno deve fare la propria parte. Noi abbiamo iniziato con la nostra avendo una responsabilità sociale come impresa. Come imprenditori siamo abituati ad agire e non a fare proclami. Certo ci farebbe piacere perché si sarebbe compreso il senso di questa misura che mira a migliorare la società tutta. Anche altre aziende posso farlo, adottare questa misura, che ripeto non è un costo ma un investimento sulle nostre collaboratrici. È evidente che si si vuole fare qualcosa di importante e di più generale ci vuole un investimento che qualcuno deve fare.

Sostiene la parità di pagamento tra uomo e donna?

Io non vedo nessuna discriminazione in azienda tra uomini e donne. Se guardo anche il piano delle assunzioni degli ultimi anni le confermo questa considerazione.

Negli ultimi tre anni siete cresciuti moltissimo. Quali sfide vi attendono ancora?

Abbiamo appena concluso, nel mese di dicembre, l’acquisto di due siti industriali sempre a Zanica, vicino alla nostra sede. Passeremo dagli attuali 2mila metri quadrati a 11 mila metri quadri di immobili, perché dobbiamo dare alle persone che lavorano con noi gli spazi adatti.

Un bel balzo…

Lo confermo con piacere. Devo dire che cresciamo anche in Italia. Fino a tre anni fa avevamo un export che superava il 90%, oggi abbiamo anche un 25% riservato al mercato italiano.

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