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Carona, asta deserta per gli impianti: ora la stagione invernale è a rischio

Prevista riunione urgente tra sindaci della Valle. I curatori ribadiscono: "Non ci sarà un altro esercizio provvisorio"

Il copione si ripete da oltre un anno, ma questa volta potrebbe riservare un finale amaro per l’alta Valle Brembana dello sci, desiderosa di voltare pagina dopo la bufera giudiziaria che l’ha messa in ginocchio.

Per la quarta volta è andata deserta l’asta per gli impianti di Carona, ovvero le piste e le seggiovie Alpe Soliva, Conca Nevosa e Valgussera della Brembo Super Ski, la società dei Comuni di Foppolo, Carona e Valleve fallita nel febbraio 2017 e gestita dai curatori Anna Maria Angelino, Alberto Carrara e Federico Clemente.

L’ennesimo tentativo andato a vuoto, con la stagione alle porte e un’altra corsa contro il tempo che si prospetta. L’obiettivo (o forse la speranza) è chiaro: scongiurare il rischio di un inverno senza sciatori, con tutto quel che ne potrebbe conseguire per il turismo.

“Se entro venti giorni non riceveremo alcuna manifestazione d’interesse fisseremo una nuova asta a dicembre o gennaio” spiega Alberto Carrara, ribadendo quanto messo in chiaro nei mesi precedenti: “Dopo tre esercizi provvisori non ce ne sarà un altro. Sarebbe un grosso dispiacere se la stagione non dovesse partire, ma un esercizio provvisorio è un qualcosa di straordinario finalizzato a mantenere alto il valore degli impianti”, in picchiata dopo le numerose aste andate a vuoto.

Nella prima dell’11 settembre 2018 si era partiti da 6 milioni e 954 mila euro (il lotto più sostanzioso, oltre alle seggiovie, include macchinari e attrezzature varie, compreso l’impianto per la neve artificiale). A distanza di un anno si è scesi a 2 milioni e 600 mila euro, ma il tetto potrebbe ancora abbassarsi in vista della prossima eventuale asta. Per salvare la stagione in Val Carisole, i curatori potrebbero anche valutare l’eventualità di un affitto d’azienda, solo se accompagnato da un’offerta irrevocabile di acquisto con cauzione.

In estate, come ricorda il sindaco di Carona Giancarlo Pedretti, “lo sforzo era stato quello di costituire una società di natura pubblico-privata, alla ricerca di un imprenditore che acquistasse gli impianti”. Il tentativo, però, non è andato a buon fine: “Per questo – aggiunge – ci muoveremo sul terreno del pubblico, in tempi celeri per scongiurare ogni possibile rischio”.

Con il primo cittadino di Carona si muoverà di concerto Gloria Carletti, collega di Foppolo, a sua volta alle prese con il rebus impianti. A tal proposito, il neo presidente della Comunità Montana, Jonathan Lobati, invierà una convocazione urgente ai sindaci del territorio per confrontarsi sul tema: “Lavoreremo per far incontrare tutti i soggetti coinvolti e condividere un percorso – fa sapere – anche se resta forte la preoccupazione per i tempi”. Adesso davvero molto, molto ristretti.

Secondo i ben informati si proverà a rivolgere un ultimo accorato appello ai curatori, per convincerli ad intraprendere il quarto esercizio. Ma la strada, stando alle loro dichiarazioni, appare quantomeno in salita.

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