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La rivoluzione di Terzi ‘Rifiuti, pensiamo al riuso Inceneritori? Da ridurre”

L’assessore regionale all’Ambiente Claudia Terzi punta a ridurre all’osso gli inceneritori entro il 2018, mette al bando le discariche e intende abbassare la produzione di rifiuti. Parola d’ordine: riuso.

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La parola “eliminare” non la dice, preferisce utilizzare la parola “ridurre” per parlare di inceneritori. “Per il 2020 dovremo essere pronti e la Lombardia punta ad esserlo per il 2018 – afferma l’assessore regionale all’ambiente Claudia Terzi –. I tredici impianti che oggi conta la nostra regione sono più che sufficienti per far fronte al fabbisogno dei prossimi dieci anni, anzi puntiamo a ridurli. In Regione c’è un’inversione di rotta che era già iniziata con Roberto Belotti che aveva impostato il piano regionale dei rifiuti, io ho completato il lavoro. In tempi, anche abbastanza brevi, abbiamo discusso e approfondito in modo puntuale le possibili conseguenze”.

Il nodo da sciogliere è come pensate di ridurre gli impianti di smaltimento dei rifiuti?

“Entro il 2020 gli impianti dovranno essere rivisti rispettando dei nuovi limiti imposti da Regione Lombardia e dalle nuove normative, che sono molto più rigide delle attuali. Non sono solo misure restrittive, ma migliorative nella qualità: quindi saranno meno inquinanti. Anche se il nostro vero obbiettivo è convincere chi detiene questi impianti a fare qualcos’altro: convertendo i loro impianti”.

In Bergamasca ci sono due inceneritori, uno a Dalmine e uno a Trezzo, ed appartengono entrambi a privati. Li avete incontrati?

“No. Ma penso, per esempio, ad A2A che potrebbe progettare di produrre energia in modo diverso da quello attuale. Cito A2A perché è una società che è un colosso nella lavorazione dei rifiuti. Da qui al 2018-2020 questi soggetti privati potrebbero riconvertire i loro impianti per produrre energia pulita”.

A che cosa punta in modo particolare il piano regionale dei rifiuti?

“Puntiamo molto al riciclo, alla raccolta differenziata, pensando di eliminare le discariche. Dopo questa crisi, che non è solo economica, credo sia giunto il tempo di ripensare il concetto di rifiuto e proiettarci al riuso. Penso agli elettrodomestici che vengono scartati, contengono molti materiali nobili di cui l’Italia è priva e che importiamo. Oggi si possono separare tutte le componenti degli elettrodomestici e riusarle. Pare un azzardo, eppure basti pensare al riciclo della carta: trent’anni fa era un’utopia, oggi è realtà. Oggi si tratta di affrontare questo nuovo passaggio epocale per la nostra società, partendo da un nuovo concetto di rifiuto possiamo pensare ad un riuso virtuoso che abbia effetti positivi sull’economia e sull’ambiente”.

La Regione Lombardia come pensa di intervenire?

“Partiamo dalle nuove generazioni. Dal prossimo anno avvieremo delle campagne nelle scuole per far capire la necessità e i risvolti positivi delle buone abitudini in campo ambientale. Per gli adulti sarà più difficile adottare un nuovo stile di vita, ma i ragazzi sono delle spugne: assorbono facilmente e sono loro il futuro. Anche il più prossimo: quello del 2020”.

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Commenti

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  1. Scritto da Pota

    Qualc’uno mi deve spiegare come mai anni fa , quando hanno dato l’autorizzazione per l’impianto di Dalmine , poi hanno anche consentito la conversione (???) dell’impianto di via Goltara che che doveva chiudere. Perchè? E’ vero dimenticavo la politica

  2. Scritto da valter agliati

    E intanto, zitti zitti, hanno aumentato la tassa sullo smaltimento dei rifiuti in discarica. Non erano quelli che dovevano ridurle?!

  3. Scritto da Gio

    se andiamo avanti di questo passo, con la tremenda crisi economica causata anche dal suo partito, non avremo più nulla da consumare e dunque le discariche esistenti molto ridimensionate automaticamente come gia sta avvenendo.

  4. Scritto da memento

    mi sfugge qualcosa: Quando la Terzi era sindaco di Dalmine, l’assessore all’ambiente della sua giunta era Guglielmo Pellegrini: la stessa persona che nella medesima veste ma con la giunta precedente, diede il suo consenso all’apertura del termovalorizzatore di Dalmine

    1. Scritto da poeraITALIA

      lo dice la parola termovalorizzatore non è inceneritore

  5. Scritto da paola

    ma Trezzo non è provincia di Milano ?
    e quello di Bergamo non esiste?

  6. Scritto da Luigi

    Premesso che Trezzo è in provincia di Milano, ritengo condivisibile la scelta della Regione, si deve lavorare nella direzione di una riduzione complessiva del ricorso ai termovalorizzatori, e diverse realtà dimostrano che si può fare. Certo, serve la collaborazione delle famiglie,soprattutto delle città, e più impegno da parte di amministrazioni e società pubbliche! L’alternativa è Napoli e Palermo…

  7. Scritto da baz

    una posizione intelligente, stranamente da una giunta di cui non ho alcuna stima. Vedremo se però agli annunci seguirà qualcosa…