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Morte della vigilessa: arrestate le due figlie e il fidanzato bergamasco di una di loro - BergamoNews
Valcamonica

Morte della vigilessa: arrestate le due figlie e il fidanzato bergamasco di una di loro

Il gip nell’ordinanza di arresto dei tre spiega che "il proposito omicidiario è il frutto di una lunga premeditazione"

I carabinieri di Brescia hanno arrestato le due sorelle Silvia e Paola Zani di 26 e 19 anni, figlie di Laura Ziliani, scomparsa da Temù (Brescia) l’8 maggio 2021, e il fidanzato della sorella maggiore, Mirto Milani, studente universitario di 27 anni residente in provincia di Bergamo. È la svolta nelle indagini sul caso dell’ex vigilessa, il cui cadavere è stato trovato tra la vegetazione in Alta Vallecamonica l’8 agosto.

I tre erano indagati con l’accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Le indagini avviate dai militari della Compagnia di Breno parallelamente alle ricerche hanno evidenziato numerose anomalie nel racconto fornito dai tre arrestati, inducendo i carabinieri e la Procura a ritenere poco credibile la versione dell’infortunio o del malore in montagna.

Per queste ragioni, a fine giugno, le due figlie e il fidanzato della più grande, sulla base delle preliminari risultanze investigative, erano stati iscritti nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio volontario, aggravato dalla relazione di parentela con la vittima, e di occultamento di cadavere.

Erano state proprio Silvia e Paola a chiamare il 112 a mezzogiorno dell’8 maggio segnalando la scomparsa della madre, uscita di casa intorno alle 7 per una passeggiata. Le indagini, però, hanno da subito evidenziato numerose anomalie nel racconto delle ragazze, che sostenevano la possibilità di un infortunio o di un malore in montagna.

A destare sospetti erano sia l’allarme, dato troppo in fretta dalle due figlie, sia il rinvenimento del telefono cellulare – da cui la donna non era solita separarsi – trovato sotto una panca in cantina.

Ad aggravare il quadro, nella tarda mattinata del 23 maggio, il ritrovamento della scarpa che la donna – a dire delle due figlie – indossava la mattina presto, quando sarebbe uscita di casa per fare la passeggiata. La scarpa, infatti, è stata rinvenuta nel torrente Fumeclo, in un punto incompatibile con la direzione verso monte che secondo il racconto delle ragazze aveva seguito Ziliani.

Il gip nell’ordinanza di arresto dei tre spiega che “il proposito omicidiario è il frutto di una lunga premeditazione e di un piano criminoso che ha consentito loro di celare per lungo tempo la morte e di depistare le indagini”. Secondo gli inquirenti il movente è di natura economica.

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