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Addio a Zonca, Felli: “Un maestro straordinario dal quale ho imparato moltissimo” - BergamoNews
Il ricordo

Addio a Zonca, Felli: “Un maestro straordinario dal quale ho imparato moltissimo”

L'avvocato Enrico Felli ricorda l'amico, già socio e collega Cesare Zonca, presidente per anni del Credito Bergamasco e della Fondazione Credito Bergamasco.

“Cesare Zonca per me è stato uno straordinario maestro, ho imparo moltissimo sia in campo professionale sia sul lato umano. Ho iniziato a lavorare con lui da quando avevo appena compiuto 25 anni nel 1984, poi sono diventato socio del suo studio nel 1993 e siamo rimasti insieme fino al 2015”. Così l’avvocato Enrico Felli ricorda l’amico e collega scomparso all’età di 85 anni.

“Era una persona speciale – prosegue l’avvocato Felli –. Cesare Zonca aveva una grande passione per il bene comune, una grande attenzione per la società civile, per il mondo dell’arte e in generale per la città, una dedizione e un amore per Bergamo proprio per la sua grande passione politica. Cesare era una persona che non ha mai rinunciato alle proprio idee, nonostante la professione che svolgeva aveva sempre il coraggio di dire quello che pensava, anche se a volte costava caro ed era impegnativo. Mi ha sempre colpito la sua attenzione verso le persone, ha trattato allo stesso modo tutti che fossero clienti, industriali o semplici cittadini. Era una persona con una profonda umanità e di grande spessore. Non ha mai mancato di coltivare le sue passioni dall’arte, con una particolare attenzione all’Accademia Carrara alla Gamec, al restauro di edifici pubblici, dalle barche e la vela alla cultura. Tutte passioni che un po’ ha trasferito anche a noi tutti dello studio Zonca-Briolini-Felli, così come ci ha insegnato e trasmesso la passione e il dovere impegnarsi per gli altri”.

La voce si ferma. La mente corre ai ricordi. “Sono tantissimi”. L’avvocato Felli rammenta: “Per dire chi era Cesare Zonca, rammento ancora quel sabato quando venne eletto presidente del Credito Bergamasco. Per tutti noi era una giornata memorabile, la sera lo incontrai in Città Alta, indossava una camicia e i jeans, come se quella fosse una serata qualsiasi per un uomo comune: questo per evidenziare la sua semplicità, non dava peso a certe formalità, non ha mai utilizzato l’auto della banca se non per esigenze dell’istituto di credito. Nel modo più assoluto non ha mai sfruttato la sua posizione. Certo era un uomo che metteva anche una certa soggezione”.

Quando il Comune di Bergamo gli conferì la Benemerenza venni coinvolto per la cerimonia. Durante la consegna venivano proiettate sul palcoscenico delle foto dei premiati e Cesare volle che io consegnassi delle foto con lui mentre era in barca, la sua grandissima passione. Ho trascorso con Cesare moltissimo tempo, mi ha preso che ero un ragazzo e mi ha aiutato a crescere, mi ha insegnato ad affrontare certe situazioni e devo dire che gli sono molto grato, oltre che affezionato”.

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