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Bertolini, il bergamasco del comitato scientifico: “Lockdown necessario, ora”

A sostenerlo è Guido Bertolini: "In alcune aree il sistema assistenziale è vicino al collasso. Servono misure più rigorose, in tutta la Regione o almeno nei territori più a rischio".

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“Siamo arrivati al punto che è necessario un lockdown. La situazione di rischio è generalizzata, riguarda tutta la regione. Soprattutto in alcune aree il sistema assistenziale è vicino al collasso. Milano è più avanti, ma anche altre province hanno quell’andamento esponenziale che preoccupa”: a lanciare al tempo stesso un allarme e una precisa richiesta è Guido Bertolini, capo laboratorio di Epidemiologia Clinica all’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri e membro dell’unità di crisi della Regione Lombardia per un supporto epidemiologico a Pronto Soccorso e Rianimazioni.

“Chiediamo di applicare, subito, le misure più restrittive di contenimento della diffusione del virus nella società, su tutto il territorio regionale, o almeno nelle aree più a rischio senza indugio e a costo di impopolarità. Le ultime misure rappresentano un passo avanti, ma purtroppo non sono sufficienti”.

Bertolini, bergamasco, spiega: “Quando la crescita esponenziale entra nella fase ripida di salita non c’è più modo di controllarla. Ed è necessario chiudere. Ormai è tardi per altro. Qualunque misura ha effetti fra 10-15 giorni. Anche se chiudiamo tutto adesso, per 15 giorni andremo avanti a vedere questa crescita impressionante dei contagi e dei malati che hanno bisogno di cure con sofferenza degli ospedali. Se i pronto soccorso sono in una situazione quasi ingestibile, ed è così, quella sofferenza poi arriva a tutti i livelli. Anche la società non viene risparmiata. Ogni giorno di ritardo ha un impatto incredibile. Io capisco che bisogna salvaguardare l’economia, la società, ma qual è il modo migliore per farlo? A questa domanda non abbiamo ancora dato una risposta credibile. Ma è giusto che le persone sappiano qual è la reale situazione e in che direzione stiamo andando”.

Se Milano, Monza e Varese sono le tre province nelle quali il contagio si sta diffondendo più velocemente, Bergamo sembra essere quella messa meglio: lo confermano anche gli ultimi dati disponibili, quelli di martedì 27 ottobre, che parlavano di 93 nuovi casi nelle precedenti 24 ore sugli oltre 5mila a livello regionale.

Il Pirellone, per ora, respinge con forza qualsiasi ipotesi di un nuovo lockdown: lo ha fatto martedì, smentendo un articolo apparso in prima pagina sul quotidiano Il Messaggero, e mercoledì, con il presidente Fontana che ha parlato di “situazione sotto controllo”

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