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Fontana: “Lockdown? Seguirò i consigli degli scienziati, ma non siamo fuori controllo”

Il presidente della Regione ribadisce ancora una volta che tutte le misure prese finora sono state finalizzate a evitare quello scenario.

“Dobbiamo lottare tutti insieme per non arrivare alle condizioni che imporrebbero un nuovo lockdown: l’ordinanza è finalizzata a ridurre la socialità per questo motivo. Una nuova chiusura sarebbe molto grave dal punto di vista economico, per la Regione e per tutto il Paese”: Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, non cambia idea e mantiene la linea già chiarita negli ultimi giorni per spegnere le voci di un imminente lockdown.

Lo ha fatto in diretta a RaiNews24, parlando del crescente numero di contagiati: “Martedì c’erano oltre cinquemila positivi? Non dimentichiamoci però, rispetto a marzo-aprile, la mole di tamponi: allora ne facevamo 8-10mila al giorno, oggi anche 30-32mila. Non ci facciamo spaventare da quei numeri, ma dobbiamo controllare la situazione degli ospedali e gli accessi ai Pronto Soccorso. E qui bisogna fare un appello: prima rivolgetevi al vostro medico di base”.

Fontana ha anche commentato le parole di Guido Bertolini, membro bergamasco del Comitato Tecnico Scientifico regionale che aveva parlato di “sistema assistenziale vicino al collasso in alcune aree” e quindi di “situazione drammatica” che richiederebbe misure ancora più restrittive: “Capisco e mi rendo conto – ha spiegato -, però ci sono altri rappresentanti del Cts che invece non credano ci siano le condizioni per arrivare al blocco completo della regione o di Milano. Credo che si debba valutare attentamente la situazione e l’evoluzione del numero dei contagi e prendere provvedimenti sulla base di quello. Avevamo fatto un’ordinanza che, secondo noi, teneva conto di tutte le esigenze, sanitarie ed economiche. La stretta del governo per alcune categorie è ancora più rigorosa”.

Una battuta anche sulla mancata zona rossa a Nembro e Alzano, caso sul quale è stata aperta un’inchiesta: “Tutte le scelte devono essere condivise con gli scienziati, con chi può dare consigli appropriati. Io facevo l’avvocato, non mi intendo molto di epidemie, e quindi mi fido di loro senza pregiudizi. Ma la decisione spetta comunque al governo”.

Governo al quale la Regione farà una precisa richiesta, che va oltre al famoso decreto ristori: “Vogliamo andare incontro alle necessità delle categorie più colpite. La strada intrapresa è quella giusta, ma chiederemo che ci vengano liberate alcune risorse di cui noi disponiamo ma che attualmente non possiamo spendere o destinare agli aiuti. In un momento drammatico come questo potrebbe essere utile”.

Infine un pensiero sulla didattica a distanza: “La riteniamo utile per alleggerire il trasporto pubblico nelle ore di punta, dalle 7 alle 9, quando ci sono sovraffollamenti pericolosi. Se è possibile un’estensione anche a elementari e medie? Assolutamente no, solo alle superiori”.

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