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Dall’Argentina a Bergamo in bici: “Cambiamo le nostre vite pedalando” fotogallery

Carla e Leonardo sono partiti da Cordoba 18 mesi fa: "Non siamo fortunati, abbiamo fatto semplicemente una scelta, quella giusta per noi"

Carla, Leonardo e la cagnolina Piri sono una famiglia in viaggio per l’Italia. Arrivano dall’Argentina e dopo aver pedalato per 12.500 km attraverso diverse regioni, sono approdati a Bergamo.

Hanno entrambi 32 anni e sono felici. Lo si nota al primo sguardo, e dal modo aperto e cordiale con il quale accolgono le tante persone che gli si avvicinano, per dar loro il benvenuto e saperne di più su questa avventura. “Siamo appena arrivati e non sappiamo ancora dove andare” spiegano sorridendo spesso, in un italiano quasi perfetto.

Hanno lasciato Cordoba, una città dell’Argentina centrale, e la loro vita 18 mesi fa. Entrambi hanno nonni italiani – veneti quelli di lui, piemontesi di lei – ed è stata questa la molla che ha fatto scattare la curiosità e poi l’amore per il nostro paese. “L’Italia è molto più di quello che si conosce all’estero – dicono -. La varietà dei suoi territori è affascinante, abbiamo scoperto regioni confinanti eppure diversissime, dove si parlano dialetti che sembrano lingue a sé”.

In Friuli hanno visto per la prima volta la neve ed in Puglia, al largo delle Tremiti, hanno fatto il loro primo bagno in mare, a bordo di un catamarano. Confessano che “Navigare per noi era un sogno, che non avremmo mai potuto realizzare stando a casa nostra”.

In Sardegna hanno trascorso i mesi difficili del lockdown, ospiti per 78 giorni di una coppia con tre figli che, raccontano, “è diventata la nostra famiglia italiana”. E anche se dell’Italia, giurano, gli è piaciuto proprio tutto, quando parlano della Sardegna è chiaro che l’hanno sognata spesso come destinazione finale.

Per loro partire dall’Argentina alla ricerca delle proprie origini è stata l’occasione per iniziare un’esperienza di vita eccezionale, un ’Happyhours Bike Travel’ (che è anche il nome delle pagine social da cui raccontano il loro viaggio) che è presto diventato uno stile di vita, quello di viaggiare pedalando.

Carla fa la fotografa e per mantenersi durante questi mesi, accanto ad alcuni lavori occasionali, vende i suoi scatti che espone su un filo tirato tra una bici e l’altra. Il loro non è turismo, ci tengono a precisare, ma una scelta di vita. Alle spalle si son lasciati un’esistenza già pianificata, lavori fissi (lui in un caseificio), una casa comprata da poco e un mutuo da pagare.

“La cosa più difficile è stata partire, lasciare il noto per l’ignoto – ricordano -. Ci siamo lasciati alle spalle la certezza di una vita che aveva già preso la sua direzione, e non sempre è stato facile gestire le incognite del viaggio”. Prima tra tutte, quella di trovare una sistemazione sicura per le notti. “Abbiamo dormito per un terzo del tempo in tenda e per due terzi ospiti da persone e famiglie che ci hanno aperto le porte di casa propria o offerto una sistemazione”, spiega Leonardo.

Sono simpatici Leo e Carla, hanno modi educati, un entusiasmo contagioso e la faccia da bravi ragazzi. E questo li ha aiutati non poco. Appena arrivati a Bergamo, ad esempio, hanno incontrato per strada una loro connazionale che risiede in città e che gli ha offerto ospitalità in casa sua.

“Oggi viviamo facendo ciò che ci rende felici, in maniera essenziale, sicuramente con più voglia di fare che soldi in tasca” ammettono.

Sono soddisfatti, ma non ditegli ‘beati voi’: “Non siamo fortunati, abbiamo fatto semplicemente una scelta, quella giusta per noi. E il messaggio che vogliamo condividere è che non serve pedalare per migliaia di chilometri per essere felici, basta fare delle scelte. Cambiando ciò che non ci piace a favore di ciò che desideriamo fare. E finché c’è la salute, noi pedaliamo”.

A Carla, Leo e Piri mancano ancora otto regioni italiane da scoprire. Prossima tappa: il Trentino Alto Adige, per la raccolta delle mele.

Per chi volesse seguire il viaggio, i loro account di Instagram e Facebook.

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