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Sesso e adolescenti, quando l'educazione passa da una serie tv di Netflix - BergamoNews
Sex education

Sesso e adolescenti, quando l’educazione passa da una serie tv di Netflix

Sex Education è una nuova serie originale, disponibile da gennaio in otto episodi

“È arrivato il momento di parlare di sesso”, annuncia Netflix.

Sarà una delle novità più interessanti del 2019 il debutto di Sex Education di Netflix: la nuova serie che arriva sulla piattaforma streaming l’11 gennaio si presenta con un tema vecchio quanto il mondo, il rapporto tra gli adolescenti e la scoperta della sessualità, ma con un linguaggio contemporaneo e politicamente scorretto.

 La serie ha trai suoi protagonisti un volto arcinoto come quello di Gillian Anderson, l’ex Scully di X-Files, qui in un inedito ruolo da commedia, quello della sessuologa Jean. Ma i veri protagonisti sono tutti adolescenti: la storia di Sex Education, infatti, è quella di un ragazzo, Otis (Asa Butterfield), cresciuto da una madre che di professione fa la terapeuta sessuale e che di conseguenza sviluppa un rapporto complicato col sesso.

Le cose cambiano quando a scuola si viene a sapere della professione di sua madre: quello che potrebbe essere motivo di imbarazzo diventa un modo per fare un salto in avanti nell’acquisire uno status sociale più elevato tra i compagni di liceo per Otis. Insieme alla sua amica Maeve (Emma Mackey), sveglia ed anticonformista, e il suo migliore amico Eric (Ncuti Gatwa), il ragazzo cresciuto in un ambiente in cui il sesso è sempre stato affrontato con grande franchezza ed apertura mentale decide di approfittare della sua imbarazzante esperienza in materia e avviare una clinica di terapia sessuale clandestina per aiutare i compagni di scuola ad affrontare i loro problemi con la sessualità. Un espediente con cui questa serie young adult intende esplorare il tema della scoperta, della ricerca della propria identità, del rapporto con l’altro sesso nell’età adolescenziale, tra humor e dramma.

La prima stagione della serie è composta da otto episodi e vuole affrontare in modo innovativo un argomento classico, come ha spiegato la creatrice e showrunner Laurie Nunn che vuole rivolgersi non solo ad un pubblico di teenagers.

È un moderno modo di rispondere alle domande dei giovani sulla sessualità a cui cercano risposta sempre più su internet, sui siti di pornografia o dagli amici, non trovando un confidente nell’istituzione scolastica o a scuola. “Qualunque sia la fase della tua vita, speriamo che sarai in grado di relazionarti con la straziante, scomoda vulnerabilità dei baci, dei conflitti, dei silenzi e degli amori per la prima volta!”, ha dichiarato Netflix.

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