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Giovani “drogati di sesso”: dilagano chem sex, revenge porn e rapporti a rischio - BergamoNews
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Giovani “drogati di sesso”: dilagano chem sex, revenge porn e rapporti a rischio

Non si tratta della prima pagina di un giornale scandalistico, ma dei risultati una indagine online di Skuola.net e Osservatorio Nazionale Adolescenza condotta esaminando un campione di 3.100 studenti tra i 14 e i 19 anni

Chem sex, festini a base di ogni tipo di droga, e rapporti non protetti, consumati in luoghi pubblici o con più persone in una stessa sera. Magari contemporaneamente. Non si tratta della prima pagina di un giornale scandalistico, ma dei risultati una indagine online di Skuola.net e Osservatorio Nazionale Adolescenza condotta esaminando un campione di 3.100 studenti tra i 14 e i 19 anni.

Il 7% dei giovani sessualmente attivi confessa di assumere farmaci (1%) o, peggio ancora, droghe (3%) o entrambe le cose (3%) prima della performance. Nei motivi di queste scelte, emerge tutta l’insicurezza delle nuove generazioni. Perché tra chi usa sostanze stupefacenti, il 43% pensa che queste esaltino il piacere e il 15% che aiutino a combattere l’eiaculazione precoce. Il 16%, invece, sceglie di assumere le droghe per sentirsi più disinibito, mentre il 9% si sentirebbe meno pronto senza stupefacenti. Significa che il chem sex è una realtà anche per i più giovani. Alimentando persino leggende metropolitane, come quella che con le droghe si riesca a ‘durare’ più a lungo (lo pensa il 13%). Chi fa uso di droghe confessa che si tratta soprattutto di cannabis (30%), mefedrone (22%), metamfetamina (13%) e cocaina (9%), ma non mancano i mix di più sostanze (15%).

Non è tutto. L’8% di chi ha avuto rapporti completi, racconta di aver fatto sesso (anche solo orale) almeno una volta a scuola, il 13% in un parco, l’8% nei bagni di un locale pubblico. Non mancano poi altre situazioni particolari: il 18%, racconta di aver fatto sesso almeno una volta con più persone durante la stessa serata; il 17% addirittura con più partner contemporaneamente.
Ma se ai ragazzi piace il brivido, almeno, prendono precauzioni? Insomma. Molti adolescenti giocano d’attacco, non curanti delle malattie e delle ‘soprese’ inaspettate. Il 17% dei sessualmente attivi, infatti, ammette di non usare mai il preservativo. E un altro 32% dichiara di poterne fare tranquillamente a meno. Solo circa la metà dei ragazzi, invece, dice di aver il profilattico sempre appresso; altrimenti non se ne fa niente.

E poi c’è il grande capitolo tecnologia. Per i ragazzi una risorsa ma anche una fonte d’insidie, da cui naturalmente non sfugge neanche il rapporto tra i giovani e la sessualità. Il 17% degli intervistati maschi considera una cosa normale filmarsi mentre fa sesso e molti di loro (44%) ha poi fatto girare quel video tra gli amici, quasi fosse un trofeo. E qui iniziano i problemi, soprattutto se quella registrazione viene ‘rubata’ e gestita nella maniera sbagliata. Le ragazze, in questo caso, sono i soggetti più esposti: il 7% (campione femminile) racconta di essere stata filmata mentre faceva sesso, e tra queste il 70% è stato vittima di ricatto proprio a causa di quelle immagini piccanti.
Tutto questo ha un nome: si chiama revenge porn, la degenerazione del sexting, altro tipico fenomeno che ha per protagonisti gli adolescenti. Si usano i social network e le chat per mettere un po’ di pepe al rapporto – scambiandosi foto e video intimi – ma quando tutto finisce si usano gli stessi materiali per vendicarsi. È il segnale che qualcosa è andato storto nell’educazione sessuale, ammesso che ci sia stata.

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