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Educazione sessuale, la pornografia ha superato la scuola - BergamoNews
Osservatorio adolescenza

Educazione sessuale, la pornografia ha superato la scuola

I siti di pornografia prendono il posto di genitori e insegnanti e attraverso il web i più giovani apprendono pratiche sbagliate: come il sesso non protetto, l’approccio brutale e il gusto per l’estremo

In famiglia si parla poco di sesso e a scuola non si fa abbastanza educazione. Nessuno instaura con gli adolescenti un dialogo aperto sull’argomento. I siti di pornografia prendono il posto di genitori e insegnanti e attraverso il web i più giovani apprendono pratiche sbagliate: come il sesso non protetto, l’approccio brutale e il gusto per l’estremo.

Ragazzi e ragazze preferiscono il web, rispetto al confronto con esperti o genitori, perché è sempre accessibile, la risposta arriva velocemente e ci si sente meno giudicati. Fare una ricerca su internet, inoltre, permette di avere delle risposte senza doverne necessariamente parlare con gli adulti (perché si vergognano o hanno paura di non essere compresi) e senza dover dichiarare ai coetanei di non conoscere alcune informazioni, soprattutto quelle legate alla sessualità.

Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, il 36% dei ragazzi ha ricevuto indicazioni sul sesso parlando con gli amici, il 25% non ne ha parlato con nessuno, il 18% le ha trovate in Rete e solo in minima parte da genitori e scuola. Inoltre, i filmati pornografici online sono visti dal 24% degli adolescenti, a partire da età molto precoci, e spesso apprendono le informazioni sul sesso direttamente da questi siti.

Bryant Paul, professore associato alla Media school dell’Indiana University, spiega che in media i ragazzi vedono video porno per la prima volta a 13 anni, e le ragazze a 14. Paul ha analizzato il rapporto tra i contenuti pornografici e le abitudini del pubblico adulto e adolescente. In uno studio condotto nel 2008 su un gruppo di studenti dell’università del New Hampshire, il 93 per cento dei ragazzi e il 62 per cento delle ragazze dicevano di aver visto porno online prima dei 18 anni.

Quindi, la sola base su cui essi possono sviluppare un immaginario sessuale è la pornografia. Ci sono delle conseguenze?

Secondo un recente studio l’abuso di materiale pornografico in adolescenza sembra aumentare i vissuti di incertezza e preoccupazione per la sessualità e la tendenza a pensare e trattare il corpo dell’altro come oggetto, oltre che rendere più difficile il raggiungimento della soddisfazione. I ragazzi che fanno un più intenso ricorso alla pornografia sembrano aderire con maggiore frequenza anche a stereotipi di genere, sperimentando più aggressività nei rapporti intimi, sia agita che subita.

La pornografia dipinge un’immagine irrealistica della sessualità e della relazione, ma i ragazzi lo credono reale: il 53%, infatti, ritiene realistico il ritratto della sessualità fornito dalla pornografia, tanto che nel tempo si può innescare, nei maschi, una paura di non essere all’altezza delle aspettative e, nelle femmine, il timore di dover aderire al modello di donna proposto online.

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