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Le quote Teb passano ad Atb, il coro delle opposizioni: “Dov’è l’utilità?”

Il 5% delle quote che Camera di Commercio e Provincia vantano rispettivamente nella Tramvie Elettriche Bergamasche Spa passano ad Atb, società interamente partecipata dal Comune di Bergamo. La delibera è stata approvata durante il Consiglio Comunale di lunedì 21 novembre

Il 5% delle quote che Camera di Commercio e Provincia vantano rispettivamente nella Tramvie Elettriche Bergamasche Spa (Teb), per un totale del 10%, passano ad Atb, società interamente partecipata dal Comune di Bergamo. La delibera è stata approvata durante il Consiglio Comunale di lunedì 21 novembre. Un’operazione da circa 1,9 milioni di euro che non ha mancato di agitare il dibattito in aula. Con questa acquisizione, la società che gestisce il trasporto pubblico urbano cittadino passa dal detenere il 45% al 55% delle quote.

Chiara la posizione della Lega Nord, che già aveva interrogato l’amministrazione sulla questione: “Si tratta di un’operazione senza alcuna valenza strategica, che va a depauperare le già povere casse di Atb – attacca il Consigliere del Carroccio Alberto Ribolla -. Da un lato i cittadini subiscono un incremento delle tariffe della sosta con la scusa di un potenziamento dell’offerta del trasporto pubblico locale, dall’altro la società comunale che lo gestisce viene impoverita. Il tutto rischia inoltre di compromettere la solidità finanziaria e patrimoniale futura dell’azienda. Per quale motivo Atb – si chiede il consigliere leghista – dovrebbe acquisire un’ulteriore quota di Teb, privandosi di quasi 2 milioni di euro di liquidità senza alcun ritorno in termini economici?”.

“Con questa operazione si vanno a donare 2 milioni di euro a Provincia e Camera di Commercio – afferma l’ex sindaco Franco Tentorio -. Dare una mano a degli enti che l’attuale Governo ha rispettivamente distrutto con la legge Delrio e i continui tagli non è affatto condivisibile. Se in futuro Atb dovesse assumere impegni analoghi per quanto riguarda gli altri 5 milioni di quote che i due enti intendono dismettere, non ci sarebbe un’ulteriore errata utilizzazione di fondi che dovrebbero essere destinati ad altre operazioni inerenti la mobilità?” L’ex primo cittadino fa riferimento ai progetti delle linee T2 e T3, al collegamento tra la stazione e l’aeroporto di Orio al Serio e l’utilizzo metropolitano della Ponte San Pietro-Montello. “Siamo pronti a fare anche questo regalo?”, conclude.

Una presa di posizione alla quale fa eco quella del Consigliere di Forza Italia, Stefano Benigni: “La Provincia, non è certo un mistero, sta attraversando un momento di grande difficoltà. Capiamo che sia costretta a vendere le proprie partecipazioni al fine di garantire degli investimenti che altrimenti non sarebbero possibili. Ciò che non comprendiamo, invece, è il motivo per il quale il Comune di Bergamo non faccia un minimo di autocritica, ammettendo le mancanze di un Governo che è il vero responsabile dello stato di crisi in cui versano oggi gli enti provinciali”.

“Con quest’operazione si va a sbilanciare ulteriormente quello che è il rapporto tra la mobilità della città e quella del territorio circostante – continua il Consigliere del Movimento Cinque Stelle Marcello Zenoni -. Vorremmo che ci fosse più Provincia e meno Bergamo quando si parla di Teb, mentre qui si sta andando nella direzione opposta. Il timore è che questa disparità si aggravi ulteriormente”.

“Tutti quelli che ora difendono le province nell’ultima campagna elettorale volevano abolirle – risponde il sindaco di Bergamo Giorgio Gori -. Non è un atto di generosità nei confronti di questi due enti. Se la Provincia utilizzerà i proventi della vendita delle quote per riparare strade o ponti farà un’azione giusta e condivisibile. Dopotutto, i vostri stessi consiglieri provinciali sollecitano spesso interventi di questo tipo”.

Il sindaco spiega anche per quale motivo, a suo modo di vedere, l’investimento avrebbe carattere strategico: “E’ importante che il Comune mantenga un presidio pubblico e territoriale su un’infrastruttura così importante”. E qualora la Provincia dovesse cedere ulteriori quote: “Non ci sarebbe l’intenzione di ripetere l’operazione. La società è ben gestita e oggi il bilancio è parzialmente in passivo in virtù degli oneri finanziari. Sarebbe sensato fare un aumento di capitale per ridurre eventualmente le quote degli attuali azionisti e favorire l’ingresso in società di un privato che porti liquidità fresche”. Una volta sistemato il problema finanziario “emergerebbe pienamente nell’ultima riga di bilancio la buona gestione della Teb”. Ragion per cui: “Questa, in prospettiva, è una società profittevole: detenere una maggior quota sarebbe un’affare per il Comune di Bergamo”.

Il sindaco, infine, esclude che “Atb possa mai essere coinvolta in investimenti del calibro del collegamento ferroviario con l’aeroporto di Orio al Serio, della Teb2 piuttosto che della Ponte San Pietro-Montello. L’unico investimento che compete ad Atb è quello del metrobus, sul quale stiamo lavorando e sul quale abbiamo chiesto precise garanzie”.

Un punto di vista che non convince il capogruppo della “Lista Civica Tentorio” Danilo Minuti: “Il sindaco dice che la società potrà essere un domani profittevole perché si stanno riducendo i disavanzi di bilancio? Ricordo a Gori che nell’attivo di questa società ci sono i 5 milioni di euro di contributi che Comune, Provincia e Regione versano ogni anno. Inoltre, affermare che la società sia a rischio in un’ottica di controllo pubblico non mi sembra corretto: il Comune detiene oggi il 45% delle quote, la Provincia un altro 45% e la Camera Commercio il restante 10%. Anche se le quote andassero a un ipotetico privato, Comune e Provincia conserverebbero comunque l’80% delle azioni”.

“Stiamo parlando della più importante infrastruttura realizzata negli ultimi decenni in tema di trasporto pubblico e mobilità alternativa sul territorio – ricorda l’assessore alla Mobilità del Comune di Bergamo Stefano Zenoni -. Riteniamo questo investimento strategico, in quanto inserito in uno scenario che nei prossimi anni prevede alcuni cambiamenti molti significativi. In primis quello del bando di gara per l’affidamento dei servizi di trasporto pubblico a partire dal 2018″. Un bando di gara europeo per cui, potenzialmente, società estere potranno fare le “Atb” di turno. “Nello scenario che immaginiamo Teb manterrebbe la proprietà dell’asset infrastrutturale, che ovviamente si scorpora dal servizo nell’ottica della gara. La società manterrebbe inoltre una valenza di coordinamento e consulenza progettuale. L’investimento – conclude Zenoni – non andrà a modificare il piano di investimenti triennale di Atb. Bigliettazione elettronica, sistema tariffario integrato, emettitrici a bordo e metrobus non sono messi in discussione”.

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