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Vince anche l’Atalanta-due: 100 gol e ora parte l’attacco al terzo posto fotogallery

Gasperini fa una piccola rivoluzione e scala ancora la classifica. Muriel firma la centesima rete stagionale tra campionato e coppe

L’Atalanta-due sale sull’ottovolante, firmando l’ottava vittoria consecutiva (e sono dieci, con le due sul Valencia, vale la pena ricordarlo sempre), Muriel il gol numero 100 dell’Atalanta, tra campionato e coppe, in una stagione meravigliosa: ora a meno 1 dal terzo posto, grazie alla sconfitta dell’Inter. Che non aveva fatto cambiare idea a Gasperini, con quelle scelte che magari avranno fatto pensare a un pizzico di follia del tecnico.

Sette nuovi in un colpo solo, di cui due esordienti dall’inizio, rispetto alla partita vinta col Napoli, cioè Sportiello, Palomino, Hateboer, Malinovskyi, Muriel e i debuttanti titolari Sutalo e Tameze. Quest’ultimo ha ripagato poi il mister dimostrandosi tra i migliori, giocando con personalità, sbagliando pochissimo e anche bravo a inserirsi con alcuni spunti nell’area avversaria, che avrebbero meritato più fortuna. E tutto sommato se l’è cavata anche Sutalo, contro attaccanti sempre pericolosi.

A proposito di fortuna. Stavolta ha ‘remato’ un po’ a favore dei nerazzurri, per via del bel gol annullato a Simeone viziato però da un precedente fallo di mano. E certo, come ha sottolineato Gasp, in ogni partita succedono episodi dubbi, ma il regolamento è quello e anche l’annullamento della rete di Gomez per un tocco di faccia di Gosens (col Sassuolo) era stato incomprensibile. Va anche detto che l’Atalanta ha meritato di vincere colpendo due pali, Muriel nel primo tempo e Hateboer all’inizio del secondo e se il Cagliari non ha subito altri gol lo deve anche alle parate di Cragno.

Il paradosso di questa Dea sempre più grande è che la più bella è stata l’Atalanta-due, quella rivoluzionata, sia pure con pezzi da novanta come Muriel e Malinovskyi. Mentre nell’ultima mezz’ora, quando sono entrati i pezzi pregiati della gioielleria, cioè Gomez, Ilicic e Zapata, l’Atalanta ha sbagliato qualche passaggio di troppo e ha consentito agli avversari di sperare fino all’ultimo nel pareggio. Ilicic e Zapata ci hanno provato, faranno gol alla prossima.

Sarà stato un difetto di concentrazione, accompagnato dall’idea che se sei in campo con i titolarissimi ti puoi gestire il vantaggio. Peccato veniale, comunque, perché l’Atalanta non ha comunque subito gol e il Cagliari fino a ieri era una delle poche squadre che non aveva fatto segnare i nerazzurri e li aveva anche battuti, complice l’espulsione di Ilicic.

Stavolta, quasi per par condicio, è rimasto in dieci il Cagliari, su uno degli inserimenti di Malinovskyi, bravo a procurarsi il rigore e un paio di punizioni. Se non va in copertina la macchina da gol, è giusto però celebrare una squadra che solo contro Milan e Parma (doppio 5-0) non aveva subìto gol per due partite, come ha fatto con Napoli e Cagliari. Non solo: la Sardegna è sempre stata terra avara per i nerazzurri, che avevano vinto con un gol di Hateboer nella scorsa stagione, ma più volte anche per Gasp l’avversario era stato una specie di bestia nera.

Perciò, l’Atalanta torna con un’altra prova di maturità, da grande squadra: vincere con un solo gol di scarto, facendo valere la propria forza, la propria superiorità. Poi è chiaro che le scelte di Gasp erano mirate anche a dosare le energie perché si gioca ogni tre giorni e in vista della partitissima di sabato, quando l’Atalanta farà visita alla Juve. E la voglia di fare un colpaccio cresce ogni anno, visto che l’Atalanta non batte la Juve a Torino dall’8 ottobre 1989, gol di Caniggia. Prima, però, concentrazione sulla Samp, mercoledì di nuovo a Bergamo per suonare la nona vittoria consecutiva.

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