La visita

Letizia Moratti a Rota Imagna: “Troverò i fondi per il sussidio agli orfani ucraini”

E sulla mancanza di medici di base: "È pronto un testo condiviso che mira a modificare il contratto nazionale dell'Ordine per garantire libera professione e gestire anche ore da para subordinati"

Rota Imagna. Una visita sentita che lei, Letizia Moratti, vice presidente di Regione Lombardia e assessore al Welfare, ha definito “commovente e fortemente voluta”: questo il sunto del pomeriggio di giovedì a Rota Imagna, paese di 900 abitanti dove, da ormai due mesi a queste parte, i 100 orfani ucraini scampati alla guerra sono ospiti dell’amministrazione comunale, all’Hotel Posta. A fare gli onori di casa Giovanni Locatelli, sindaco del paese, Roberto Facchinetti, primo cittadino di Bedulita, dove alloggiano altri 9 giovani, Gianbattista Brioschi, presidente dell’Ambito, e Niccolò Carretta, consigliere regionale di Azione che ha promosso l’incontro.

Ad aspettarla, nell’atrio dell’albergo, i bambini insieme alle loro educatrici e alla tutrice dell’orfanotrofio. Sorrisi e un lungo applauso ai quali la vice presidente non è certo rimasta indifferente: “Dal vostro bel Paese siete arrivati in Italia ed è con grande gioia che vi abbiamo accolto – ha detto la Moratti -, e con la stessa gioia ci mettiamo a disposizione per darvi tutto ciò di cui avete bisogno. Un grazie particolare va ai sindaci che vi hanno aspettato a braccia aperte e che vi hanno accolto come figli, con lo stesso amore che le vostre educatrici hanno per voi. So che vi state anche divertendo, che vi è piaciuto moltissimo andare allo stadio a vedere la partita dell’Atalanta. Io e il consigliere regionale Carretta faremo tutto il possibile per fare in modo che il vostro soggiorno qui continui nel migliore dei modi, cercheremo di organizzare anche altre iniziative per farvi trascorrere delle belle giornate”.

“Sono voluta venire a Rota Imagna per ringraziare personalmente i sindaci che si stanno impegnando in questa impresa umanitaria, a loro, a nome mio e della Regione, va il mio grazie. Ho avuto una bella impressione, i bambini sono al sicuro e tutto il territorio si sta dando da fare per farli sentire accolti e amati. Al tempo stesso mi sono commossa perché il mio pensiero va al loro Paese e ai luoghi della guerra dai quali sono scappati. Qui a Rota, come a Bedulita e a Pontida, i bambini hanno trovato tante mamme, papà, nonni e amici pronti ad aiutarli anche a superare le sofferenze che hanno patito e questa è una cosa impagabile. Farò tutto il necessario perché questa accoglienza continui nel migliore dei modi. Stiamo pensando anche di portarli in visita a Milano, in Regione e magari anche all’acquario di Genova”.

Il primo cittadino di Rota, Locatelli, ha sottolineato la volontà di continuare a lavorare secondo la strada tracciata, consapevole del fatto che i giovani rimarranno in paese probabilmente fino a giugno dell’anno prossimo: “Siamo e saremo sempre in prima linea, come abbiamo fatto dall’inizio. Noi ci abbiamo sempre creduto e non molliamo, anche se la situazione non è facile e la vicenda è complessa. Andiamo avanti per il bene dei bambini”.

“Fin dal principio, i comuni di Rota Imagna, Bedulita e Pontida si sono resi disponibili all’accoglienza – ha spiegato Brioschi-, e questo non era affatto scontato. Ci siamo mossi immediatamente per dare ai ragazzi l’accoglienza migliore, da ogni punto di vista. In particolare, per quanto riguarda Rota, va riconosciuto il merito alla cittadinanza di aver scelto di ospitare un numero notevole di giovani, praticamente tutti i ragazzi che sono scappati dall’orfanotrofio”.

Un impegno che passa anche e soprattutto da quello economico, come chiesto dai sindaci, visto che al momento, il Governo non ha destinato nessun sussidio per i piccoli e che la loro permanenza è tutta a carico dei comuni ospitanti. La richiesta è quella di ottenere una deroga eccezionale: “Dal punto di vista sanitario abbiamo e stiamo già facendo tutto il necessario, diciamo che questa parte è assolta pienamente. Per quanto riguarda il lato economico è ad appannaggio del Governo, ma sono assolutamente disponibile a mettermi a servizio per interloquire con chi di dovere per far sì che non sia solo un onere delle amministrazioni comunali che ospitano i bambini”.

Sulla stessa linea di pensiero anche Niccolò Carretta: “Ringrazio la vice presidente per aver accolto il mio invito e per essere venuta a Rota Imagna a far visita ai bambini. Il segno che lascia il nostro territorio è straordinario, l’accoglienza riservata e l’impegno immediatamente preso non hanno eguali. Le istituzioni sono ben consapevoli dello sforzo che si sta facendo, che stanno facendo questi piccoli comuni e confido che il dialogo con le istituzioni sia celere e porti i suoi frutti. In primis la Regione”.

La mancanza dei medici di base

Non è mancata occasione, per i sindaci presenti, di Rota e di Bedulita, insieme a Brioschi, di far sentire la loro voce sulla piaga della mancanza dei medici di base, un problema che attanaglia tutta la provincia, soprattutto i paesi più piccoli: “Il problema è serio e non passa giorno che io non parli con qualcuno per cercare di risolvere la situazione – ha continuato la Moratti -.Al momento stiamo lavorando ad un testo condiviso che dovrà necessariamente fare il suo iter dal punto di vista legislativo per essere approvato, passare al vaglio della Conferenza dei Presidenti di Regione per approvare al Governo, nel quale sostanzialmente si punta a modificare il contratto collettivo dell’Ordine dei Medici. La volontà è quella di continuare a far sì che la professione medica sia libera, ma che i dottori possano anche utilizzare, secondo le volontà della Regione, un monte ore da para subordinati. Il che significa che i medici che non raggiungono il massimale di assistiti previsti possano rendersi disponibili, colmando così la lacuna della mancanza di colleghi nei territori più scoperti e lasciando facoltà alla Regione di assegnarli, appunto, dove ce n’è più bisogno”.

Prima dei saluti finali, una visita anche alla biblioteca del paese dove si svolge l’iniziativa denominata “Il caffè sociale”, luogo di aggregazione degli anziani. Giovedì, per l’occasione, erano presenti anche i bambini del catechismo del paese.

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