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CBM Italia Onlus impegnata al fianco di Humanitas e nei Paesi in via di Sviluppo fotogallery

L'associazione volge lo sguardo alle persone anziane, con disabilità e con malattie croniche quelle che rischiano di più in questo periodo d'emergenza

Nell’attuale emergenza COVID19 sono le persone anziane, con disabilità e con malattie croniche quelle che rischiano di più. Ed è a loro, a coloro che si trovano in condizioni di fragilità e vulnerabilità, che volge lo sguardo CBM. L’impegno dell’organizzazione umanitaria, da oltre centodieci anni impegnata nella prevenzione e cura della cecità evitabile nei Paesi in via di Sviluppo, questa volta è duplice: continua in Africa, Asia e America Latina e approda in Italia, a Bergamo, al fianco di Fondazione Insieme con Humanitas.

L’impegno in Italia – In collaborazione con Fondazione Insieme con Humanitas, CBM contribuirà ad allestire a Bergamo un centro di degenza per la quarantena, in una struttura alberghiera convertita per assistere le persone più fragili, soprattutto anziane, guarite da COVID19 ma ancora positive. Nell’hotel, queste persone faranno un percorso di degenza gratuito di almeno 14 giorni dopo essere state dimesse da uno degli ospedali del territorio bergamasco, tra cui Humanitas Gavazzeni. Nella struttura,appositamente allestita e attrezzata, è previsto supporto infermieristico e psicologico, con la collaborazione di personale sanitario formato allo scopo.

La nostra missione – afferma Rosa Clara De Bernardi, presidente di Insieme con Humanitasè di essere umanamente vicini ai pazienti e ai loro parenti. Normalmente lo facciamo attraverso i volontari, che sono al fianco degli operatori nelle strutture ospedaliere Humanitas di Rozzano, Bergamo, Milano e Castellanza, ma purtroppo, la pericolosità di questo virus e l’età media dei volontari, ci ha impedito di essere sul campo in questo periodo. Poter contribuire sostenendo il Comitato ‘Abitare la cura’ per l’apertura di questi hotel assolve al nostro principio fondante portando sollievo e vicinanza umana a chi ne ha tanto bisogno”.

Era il 21 febbraio quando Humanitas Gavazzeni ha iniziato una rapida conversione a centro totalmente dedicato a pazienti COVID – racconta Giuseppe Fraizzoli, amministratore delegato di Humanitas Gavazzeni -. Questo è ciò che siamo ancora oggi, in una Bergamo che ha pagato un prezzo altissimo a causa dell’epidemia. Come ospedale non potevamo fare altro che aiutare più pazienti possibili e ascoltare le loro esigenze, cercando soluzioni. Così è nata l’idea di aprire hotel per coloro che, ormai guariti da COVID19 e dimessi, devono attenersi a 14 giorni di isolamento domiciliare secondo i protocolli sanitari di Regione Lombardia, ma non possono farlo a casa propria per motivi logistici e/o sociali. La rete tra i partner territoriali ha consentito di trasformare questa intuizione in realtà e farla diventare protocollo condiviso. La solidarietà di tanti amici, come CBM, ci aiuta a dare una risposta adeguata alla domanda di tanti cittadini, ex pazienti, che meritano di tornare presto a una vita normale e, al contempo, di liberare preziosi posti letto nei reparti”.

L’impegno nei Paesi in via di Sviluppo“Nell’emergenza COVID19, l’impegno di CBM continua a essere rivolto verso i Paesi in via di Sviluppo, dove vive l’80% delle persone con disabilità di tutto il mondo e dove la capacità di rispondere al virus è limitata. Temiamo che in questa situazione possa inasprirsi ancora di più il divario tra i bisogni delle persone più vulnerabili e l’accesso ai servizi sanitari. È noto che in casi di pandemia le persone con disabilità non sono in grado di auto proteggersi pienamente e di mantenere le misure igieniche necessarie” ha dichiarato Massimo Maggio, direttore di CBM Italia Onlus.

A supporto dell’impegno di CBM anche la previsione della rivista scientifica Lancet che, lo scorso 29 marzo 2020, ha dichiarato: “La pandemia nella prossima fase attaccherà i sistemi sanitari più fragili. La maggior parte degli stati africani e latino americani hanno solo poche decine o centinaia di ventilatori e molte strutture sanitarie non hanno nemmeno le terapie di base come l’ossigenoterapia. COVID19 potrebbe quindi trovare facilmente strada tra gli strati più poveri della popolazione”.

In Africa, Asia e America Latina, dove l’emergenza COVID19 si sta diffondendo velocemente, CBM è pronta a intervenire. A tal proposito sta sensibilizzando le comunità sulle buone pratiche igieniche di prevenzione COVID19 e garantirà kit igienici, mascherine, disinfettante, sapone e accesso all’acqua alle persone con disabilità.

Per supportare la campagna – https://www.cbmitalia.org/emergenza-covid-19/

CBM Italia Onlus è un’organizzazione umanitaria impegnata nella prevenzione e cura della cecità e disabilità evitabile e nell’inclusione delle persone con disabilità nei Paesi in via di sviluppo. È parte di CBM, una famiglia internazionale attiva dal 1908 per assistere, curare, includere e dare una migliore qualità di vita alle persone con disabilità che vivono in Africa, Asia e America Latina. In Italia promuove progetti e iniziative di sensibilizzazione. Lo scorso anno CBM ha raggiunto oltre 60 milioni di persone attraverso 525 progetti in 55 Paesi di tutto il mondo.

Info: www.cbmitalia.org

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