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Le 51 sculture di carta di Maria Francesca Tassi in mostra a Sotto il Monte fotogallery

Venerdì 11 aprile alla Casa del Pellegrino di Sotto il Monte Giovanni XXIII la Fondazione Bernareggi apre la mostra "51 (11 aprile 1963)" di Maria Francesca Tassi. Saranno esposte 51 sculture di carta che prendono ispirazione dall'enciclica "Pacem in Terris" di Papa Roncalli.

Nel contesto dell’accoglienza offerta ai molti visitatori che arrivano a Sotto il Monte attratti dalla memoria di Papa Giovanni XXIII, La Fondazione Bernareggi promuove due volte all’anno istallazioni di arte contemporanea negli spazi riqualificati della casa del pellegrino.

Giovani artisti vengono chiamati a confrontarsi attraverso il loro lavoro con alcuni dei più importanti temi legati al magistero del papa bergamasco.

Le istallazioni, realizzate in collaborazione con l’Associazione Giovanni XXIII, hanno l’intenzione di evidenziare la densità culturale di cui è portatrice la figura di Giovanni XXIII, e di renderla nuovamente attuale attraverso nuove meditazioni artistiche. In questo modo la devozione religiosa a un papa diventa anche profondo esercizio culturale. Per credenti e non credenti. Maria Francesca Tassi decide di lavorare su uno dei testi per i quali papa Giovanni è divenuto più celebre e ascoltato in tutto il mondo.

Si tratta dell’enciclica Pacem in Terris, promulgata il giorno 11 Aprile 1963, e alla quale si deve anche il premio Balzan conferito al papa da importanti organizzazioni internazionali in virtù del suo impegno per la pacificazione dell’ordine internazionale. L’enciclica di Giovanni XXIII colloca il tema della pace nell’intersezione di molte questioni strutturali legate alla costruzione di un mondo umano, dall’economia alla geopolitica, dalla dignità umana alla cura del pianeta, dalla qualità della politica al discernimento delle coscienze.

Un testo di grande respiro e di grande forza profetica. Di questo documento ispiratore Maria Francesca Tassi acquisisce soprattutto il non ingenuo respiro ecologista che lega la costruzione di un mondo umano e pacifico alla rispettosa conservazione dell’equilibrio ecologico del pianeta, alla misura dello sfruttamento delle sue risorse naturali, alla limitazione dell’impatto umano sull’intero sistema organico del pianeta. Questa responsabilità dell’uomo nei confronti del pianeta, che è una acquisizione alquanto recente nella coscienza comune della nostra cultura, ha in molti passaggi della Pacem in Terris parole del tutto esplicite e preconizzatrici.

Maria Tassi sceglie questo spiraglio specifico per meditare artisticamente il testo magisteriale del papa. Lo traduce dando vita, attraverso a particolari tecniche di lavorazione scultorea della carta, a una biosfera immaginaria, popolata di creature vegetali, a volte reali a volte immaginarie, che rappresentano il grande generoso metabolismo della natura che trasforma se stessa generando continuamente risorse nuove.

Quei depositi di materia da cui l’uomo occidentale ha imparato ha trarre la propria energia è il frutto infatti di un millenario depositarsi di sostanze, di esseri, di creazioni evolutive, che depositate, stratificate e fossilizzate si sono tramutate in materia combustibile. Questa miniera energetica, pazientemente accumulata dalla natura nei depositi della terra, rischia di essere depredata senza criterio dalla mancanza di limite della società contemporanea, non lasciando all’ecosistema il tempo e le condizioni di mantenersi nel suo vitale metabolismo. Il lavoro di Maria Tassi, che con le sue sculture di carta mette in luce anche la bellezza depositata nelle forme della natura, intende dare da pensare sul laborioso sedimentarsi delle risorse naturali e sulla facilità della loro depredazione. Il visitatore vedrà sulla grande parete della Casa del pellegrino un insieme di sculture, ottenute attraverso la lavorazione della carta, in cui si potrà immaginare un sottobosco fossile, variegato e affascinante, evocazione artistica del silente servizio offerto dalla natura alla ricchezza del pianeta. Una vegetazione fantastica come piacere degli occhi e sollecitazione della mente. Un lavoro di profonda poesia e di grande intelligenza. Per suscitare nostalgia di un mondo imperturbato ma soprattutto per sollecitare le responsabilità di cui l’uomo continua a non essere troppo cosciente.

Curatela di Fondazione Adriano Bernareggi in collaborazione con l’Associazione Papa Giovanni Sotto il Monte Giovanni XXIII

Vorrei un mondo nuovo Work shop in collaborazione con The Blank – Art date Casa del Pellegrino 16 maggio 2014, dalle 17.00 alle 20.00

Progettazione e costruzione di forme naturali di carta, con la stessa tecnica delle sculture. Alla fine del laboratorio i partecipanti potranno portare a casa una piccola scultura. Rudimenti di costruzione geometrica tridimensionale. Il work-shop è dedicato ad adulti e bambini; i bambini dovranno essere accompagnati da un adulto.

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