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Serie a

Hellas corsaro a Bergamo: l’allievo Juric batte il maestro Gasp

I nerazzurri non riescono a trovare continuità in campionato: un solo successo nelle ultime 6.

Dopo la sbornia di Anfield, prosegue il momento negativo della Dea in campionato.

Le tre vittorie a inizio stagione sono state soltanto un’illusione per gli orobici che nelle ultime sei gare hanno raccolto soltanto il successo di Crotone.

La gara del Gewiss Stadium contro il Verona ha mostrato un atteggiamento diverso dei ragazzi di Gian Piero Gasperini che nei primi sessanta minuti hanno saputo contenere al meglio le azioni offensive dell’Hellas, creando molto, ma ottenendo poco.

Nel momento più bello della Dea è però arrivata la doccia fredda del rigore di Miguel Veloso che ha spento le speranze nerazzurre.

Il forcing della Dea a quel punto si è rivelato un boomerang che ha tagliato le gambe. La stanchezza ha quindi preso il sopravvento, con il Verona capace di strappare il controllo del gioco ai nerazzurri costretti a rincorrere.

Qualche fiammata l’ha provata il neoentrato Muriel, ma non era serata per l’undici bergamasco che nel finale ha subito il raddoppio di Zaccagni che in contropiede ha sbattuto la porta in faccia alle speranze di De Roon e compagni.

La Dea dunque non dà continuità all’impresa di Champions e in questa altalenante stagione torna a casa con le pive nel sacco. È il momento di mantenere l’equilibrio cercando di analizzare, correggere e migliorare. Sapendo che in questa annata particolare arriverà più lontano il più continuo.

Per ora l’Atalanta non ha dimostrato di esserlo. C’è tutto il tempo per riscattarsi.

Le pagelle

Gollini SV: il numero 95 non viene quasi mai praticamente impegnato. Dopo il rigore è costretto ad abbandonare il campo per via di un fastidio al ginocchio sinistro (Sportiello 6: l’ex Frosinone entra a freddo, tocca, ma non devia abbastanza il destro di Zaccagni che chiude il match).

Toloi 5,5: partita dai due volti per il brasiliano che conduce bene senza problemi (andando pure vicino al gol ) fino al 67′ quando atterra Zaccagni concedendo il rigore che taglia le gambe ai nerazzurri.

Palomino 7: ottima la prestazione dell’argentino dal primo minuto fino alla fine quando recupera con uno scatto Favilli lanciato a rete. Questa competizione interna con il connazionale Romero nel ruolo di centrale difensivo pare che stimoli entrambi a fare meglio.

Djimsiti 6: il numero 19 ha poche colpe nella sconfitta atalantina, il suo apporto è sempre importante tanto in fase di contenimento quanto in fase di appoggio alla manovra offensivo e anche riempimento dell’area avversaria.

Hateboer 6: l’olandese offre sempre la possibilità e la linea di passaggio ai compagni. Tenta fino alla fine quando prima mette sulla testa di Muriel un traversone aereo per riaprire la sfida e poi va al tiro ma viene murato da Silvestri.

De Roon 6: i primi sessantacinque minuti sono da vero combattente con un pressing che consente all’Atalanta di mantenersi per lunghi tratti nella metà campo avversaria. Nel finale subisce l’inerzia della squadra.

Freuler 6: verrebbe da scrivere “leggi commento sopra” per descrivere l’andamento grafico della prestazione. Nel primo tempo il metronomo svizzero spesso gioca alto quasi da trequartista e recupera spesso palloni importanti provando anche la conclusione, ma finisce larga. Dopo il rigore di Veloso il Verona comanda a centrocampo e ai nerazzurri tocca rincorrere senza successo.

Mojica 6: chiaramente l’esterno “cafetero” non possiede ancora la spinta e la propulsione di Gosens. Nonostante ciò è ordinato in fase difensiva e non è autore di sbavature colossali (Ruggeri SV).

Gomez 6: il Papu, seguito a tuttocampo da Dawidowicz, costruisce geometrie coprendo quasi tutto il terreno di gioco, esercitando anche una pressione che gli consente di recuperare palloni. Non sfrutta al meglio il momento di sbandamento tattico del Verona quando a marcarlo è Danzi (Diallo SV).

Ilicic 5,5: sullo sloveno pesa soprattutto l’errore davanti a Silvestri nel primo tempo. In match come questi che vivono di momenti quello era una classica sliding doors che avrebbe cambiato volto alla partita (Muriel 6: il suo ingresso era già pronto sul risultato di 0-0, ma entra quando la Dea passa in svantaggio. Quanto meno il colombiano ci prova, sia con azioni in proprio che cercando di finalizzare i suggerimenti dei compagni).

Zapata 5,5: quando il numero 91 deve fronteggiare Lovato non ha gioco facile, cerca spesso la profondità ma non viene nemmeno aiutato dalle palle servite dai compagni spesso fuori misura. L’Hellas è molto bravo anche nel metterlo varie volte in offside (Lammers 5,5: il tulipano subentra quando per l’Atalanta cala la nebbia, viene costretto a venire in contro ai compagni spalle alla porte e spesso le sue palle buone non trovano esito nei compagni. Da un suo pallone perso nasce il gol del raddoppio scaligero).

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