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Gori scioglie la riserva: “Sono disponibile a ricandidarmi a sindaco di Bergamo” video

È ufficiale: Giorgio Gori tenta il bis e si candida per la rielezione a sindaco di Bergamo.

È ufficiale: Giorgio Gori si candida per la rielezione a sindaco di Bergamo. Il primo cittadino in un incontro a Palazzo Frizzoni, martedì 9 ottobre, ha annunciato che si presenterà come candidato sindaco di Bergamo alle prossime elezioni amministrative in calendario per domenica 26 maggio, in concomitanza con le Europee.

Giornalista, imprenditore, fondatore della casa di produzione televisiva Magnolia ed ex direttore di Canale 5 e Italia 1, dopo questa esperienza ha deciso di dedicarsi alla politica.

Al primo turno delle elezioni amministrative del 2014, Giorgio Gori ha ottenuto 28.288 preferenze (il 45,50%) contro le 26.219 (42,18%) del sindaco uscente Franco Tentorio. Al ballottaggio del 9 giugno 2014 è stato eletto sindaco di Bergamo, con il 53,5% dei consensi.

“Mi ero preso un po’ di tempo per decidere sulla candidatura: non è stata decisione superficiale, non volevo fosse un automatismo – afferma Giorgio Gori -. Sono disponibile a ricandidarmi come sindaco. Tra le ragioni della mia scelta c’è anche il fatto che non è nello spirito bergamasco di lasciare le cose a metà. La città è visibilmente cambiata. Il turismo regista una crescita del 50%, abbiamo elargito più denaro alle persone fragili e investito sulla cultura, abbiamo dato nuove possibilità di partecipazione ai cittadini. Abbiamo sciolto parecchi nodi a livello urbanistico, ma c’è ancora molto da fare, la trasformazione della città è in corso e possiamo fare bene”.

Giorgio Gori

“Non sono sempre stati anni facili quelli del mio mandato, fare il sindaco è molto impegnativo, forse l’esperienza più difficile della mia vita professionale – ha ammesso Gori -. L’ho fatto volentieri, a 58 anni è una decisione diversa di quella che prendi a 54. L’intenzione è mettere un altro pezzo di vita importante a servizio dei cittadini, poi sceglieranno loro. Oltre all’orgoglio di essere sindaco c’è anche un impegno a difendere un modello di amministrazione. L’Italia di oggi è incerta, spaventata e divisa: Bergamo si contraddistingue per apertura e pratica un metodo per affrontare le cose che è importante. Bergamo è un modello da tutelare anche per i prossimi anni. Con lo sforzo che oggi ho chiesto a chi mi ha sostenuto, con il sostegno dei cittadini se vorranno sono a disposizione per fare il sindaco di Bergamo anche per i prossimi anni”.

LA SCELTA

“Ho riflettuto essenzialmente su come fare il sindaco incida sulla mia vita, coltivo anche altri interessi: fare il sindaco è un lavoro totalizzante che esclude altro, la decisione da prendere era questa – ammette il sindaco di Bergamo -. L’ostacolo era il quadro politico, credo ci sia un giudizio prevalentemente positivo da parte dei cittadini, anche se il vento politico non spira esattamente nella nostra direzione. C’è un buon gradimento che emerge dai sondaggi su di noi, ma il clima politico non dei più favorevoli. Da queste considerazioni ho tratto anche la conclusione che valeva la pena metterci la faccia e fare la partita che non è scontata nei suoi esiti. A maggior ragione il nostro modello di amministrazione va difeso”.

“Nessun sindaco uscente è mai stato rieletto? È un dato, sarebbe una bella cosa smentire questa regola. Sta un po’ a noi, anche a come andiamo a completare il mandato e come riusciremo a riproiettarci in avanti. I giudizi della gente dipendono anche dalla visione di città che saremo in grado di dare, dandoci nuovi traguardi e riuscire a tenere insieme questo aspetto di fiducia nel futuro con una concretezza minuta nei confronti dei bisogni delle persone, che è sempre più lo spirito della gente. I cittadini vogliono amministratori vicini e concreti nelle risposte. Il nostro modo di amministrare è distante da quello dei grandi annunci cari alla politica nazionale che pare premiare oggi”.

“Se ci fissiamo solamente sulle grandi opere e trascuriamo buche e aiuole, sicuramente non verremmo premiati – prosegue Gori -. Sulla manutenzione, che è quotidiana, abbiamo grossi margini di miglioramento. In questo quadro conta molto la sicurezza, che per me è una priorità:  ma non per andare a ruota ad altri. Ho ascoltato e visto coi miei occhi che è un tema sentito dalle persone più fragili che, senza sicurezza, pagano un prezzo più alto. Come Comune di Bergamo, come amministrazione siamo dalla loro parte senza inutile enfasi, ma con grande concretezza nel dare soluzione. Su questo fronte abbiamo lavorato abbastanza bene, non abbiamo risolto tutto, ma abbiamo messo a fuoco il tema. Solo ieri in consiglio si parlava di immigrazione e scelte del governo: secondo noi emergeranno più situazioni irregolari, non fanno interessi dei cittadini.

“Sulla Provincia mi sono preso qualche ora per prendere una decisione che comunque deve necessariamente essere presa a breve”.

“La reazione dei miei compagni assessori e consiglieri sulla scelta di ricandidarmi mi ha fatto piacere, hanno accolto con favore la scelta – aggiunge Gori -. Ho fatto esperienza diretta di un voto congiunto il 4 marzo scorso. Tra dimensione del voto europeo del 26 maggio e di quello cittadino lo stesso giorno, il dibattito cittadino più emergere con più forza. Il clima della volta scorsa era più sfavorevole. Il vantaggio di questa tornata è che i bergamaschi ora sanno tutto di me, il perché lo faccio e che cosa sono in grado di fare, quanto impegno posso metterci. Penso che siano elementi che giochino a mio favore”.

PARCHEGGIO DELLA FARA

“Sul parcheggio della Fara siamo riusciti a dare un senso e un valore funzionale. I cittadini lo vedranno con i loro occhi che ridurrà traffico e tutelerà Città Alta – risponde il sindaco -. È legittimo non essere d’accordo. I toni che a volte gli esponenti del comitato usano, credo allontani più i cittadini dalle loro posizioni che dalle scelte dell’Amministrazione Comunale”.

“Se so leggere gli sguardi, credo di poter contare ancora su tutto il gruppo attuale – confida il primo cittadino -. Credo di poter raccogliere consensi anche fuori dal perimetro del centrosinistra. Se prendo per veri i sondaggi pubblicati dal Corriere, o riesco a prendere voti anche da elettori che oggi stanno in altri lidi ma che apprezzano il mio operato o la vedo difficile essere rieletto. In quali condizioni politiche si arriverà alla tarda primavera del 2019 non lo so, il pensiero della gente in 6 mesi può cambiare. Molte promesse fatte e che hanno costituito elemento di crescita del consenso nel centrodestra credo siano con le gambe corte, la gente riuscirà a misurare e si renderà conto di quali conseguenze avranno nel loro giornaliero. Il consenso allora potrà andare da un’altra parte”.

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