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Quelle teste tagliate e il “casus belli” di don Minuscoli in Curia

Il cosiddetto “cerchio magico” della curia chiede al Vescovo Beschi una quadratura su don Enrico Minuscoli, economo della Diocesi di Bergamo

Pare che il cosiddetto “cerchio magico” della curia, composto dagli uomini di fiducia dell’ex economo monsignor Lucio Carminati, sia ricorso al Vescovo, monsignor Francesco Beschi, con l’intento di convincerlo a fermare l’operato dell’economo diocesano don Enrico Minuscoli a poco più di un anno dalla sua entrata in curia.

Si sono rivolti al vescovo: Massimo Cincera, amministratore delegato della Sesaab, editrice de L’Eco di Bergamo; il ragioniere Fabio Bombardieri e il notaio Armando Santus.

La prima considerazione è quella di un’occasione mancata. La carica di economo della diocesi, che per la prima volta era stata affidata come ultima volontà di monsignor Lucio Carminati – prima di trasferirsi come parroco a Verdello – al laico Mario Campana, già direttore di Alex Servizi, è ritornata nuovamente nelle mani di un sacerdote. E precisamente nella persona di don Enrico Minuscoli, direttore anche della casa diocesana Villa Madonna della Fiducia a Siusi a Bolzano. Minuscoli in precedenza è stato economo dell’ormai deserto Seminario di via Arena. Per fargli posto, su sua esplicita richiesta come condizione per accettare la carica di economo diocesano, si è dovuto dirottare Mario Campana alla direzione dell’amministrazione del Patronato San Vincenzo. Qualcuno, quindi, entra non proprio in punta di piedi, qualcun altro cade in piedi.

La seconda considerazione è che di uomini nuovi messi al posto giusto, in curia se ne sono visti finora pochissimi. Tra gli ultimi eletti don Bruno Baduini, è stato promosso in curia Direttore dell’ufficio affari economici parrocchie e enti diocesani, mentre monsignor Sergio Bertocchi, suo predecessore e sempre all’ombra di don Minuscoli, viste le continue e numerose divergenze con quest’ultimo (e non solo), ha deciso di dare le dimissioni, prendendosi un periodo di pausa.

La terza considerazione ritorna su don Minuscoli, certamente manager capace vista la laurea in Economia, ma che si è prestato in virtù dell’obbedienza data al Vescovo Beschi, a chiudere l’ottima occasione per aprire l’ora dei laici, competenti ed esperti. È una vecchia consuetudine, che nessuna riforma, neanche la più progressista o spinta, riuscirà a risolvere, perché il clericalismo domina sempre anche quando sembra perire.

Il nuovo economo della diocesi pare stia interpretando il suo mandato alla luce del decisionismo schmittiano, grande tentativo della modernità politica di “produrre ordine” in un patrimonio diocesano in netta dissoluzione.

Non mancando di tagliare teste importanti. Basti pensare a quelle già decapitate da don Minuscoli, come quella dell’ultimo direttore della società della diocesi Alex Servizi, Stefano Gomes, di Enrico Brignoli, direttore della srl Ovet, agenzia di viaggi e pellegrinaggi della diocesi.

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