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Il ricordo

Un anno senza don Fausto, la messa in suffragio presieduta dal vescovo Francesco fotogallery

Venerdì 26 marzo alle 18 è stata celebrata una messa in suffragio presieduta dal vescovo Francesco Beschi.

“Confesso che ho vissuto. A te o Signore che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più: la mia totale riconoscenza”.

Sono alcune parole del testamento spirituale di don Fausto Resmini, scomparso il 23 marzo 2020, morto per Covid, poste accanto all’altare della chiesa del Patronato San Vincenzo, dove venerdì 26 marzo alle 18 è stata celebrata una messa in suffragio presieduta dal vescovo Francesco Beschi. Con il vescovo sull’altare anche tutti i sacerdoti del Patronato, a partire da don Davide Rota attuale superiore.

Monsignor Beschi ha ricordato nell’omelia l’ultimo incontro con don Fausto, cappellano del carcere e sacerdote accanto agli ultimi della città.

“Erano i giorni in cui avvertivamo salire questa onda del contagio, ma ancora non percepivamo la sua gravità, la sua violenza, la rapidità con cui poi si sarebbe scatenata. E io, senza una ragione particolare, ho deciso una sera di quelle di scendere in città e visitare, salutare i luoghi in cui l’accoglienza delle persone che vivono situazioni di precarietà molto grave con don Roberto Trussardi. Quasi un pellegrinaggio in quei luoghi prima che l’uragano si scatenasse”.

“Fu una chiacchierata semplicissima con don Fausto e con don Davide, e ci siamo abbracciati e ci siamo resi conto che forse non era il momento di compiere gesti simili. Dopo due giorni da quell’abbraccio, don Davide e don Fausto sono stati ricoverati” ha ricordato monsignor Francesco.

“Ho ascoltato molte volte la voce di don Fausto, e non era solamente la sua voce, ma la voce di una moltitudine che non ha voce. Pochissime volte ho sentito don Fausto parlare di lui”.

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