Secondo le parisien

Uccise un carabiniere e fuggì in Francia: possibile estradizione per Manenti

La novità è la ratifica della convenzione di Dublino del novembre scorso

Potrebbe tornare presto in Italia per scontare la sua pena Narciso Manenti. Secondo il quotidiano francese Le Parisien le autorità francesi starebbero preparando le repliche alle richieste italiane sull’estradizione di tredici terroristi fuggiti oltralpe.

La novità è la ratifica della convenzione di Dublino del novembre scorso, che prevede che nei confronti dei terroristi venga applicata la legge dei Paesi che li ha condannati. E se in Francia la prescrizione per questi reati è di 20 anni, per l’Italia è di 30.

Tra le richieste italiane anche quella disposta dalla Procura di Bergamo per il 62enne di Telgate. Manenti è stato condannato all’ergastolo nel 1986 dopo l’omicidio del 13 marzo 1979 del carabiniere Giuseppe Gurrieri.

Quel giorno Gurrieri è fuori servizio e accompagna dal medico il figlio Mauro, 10 anni, che ha la tosse. L’appuntato entra nello studio medico del dottor Pier Sandro Gualteroni. Mentre è in attesa della visita, irrompono due giovani armati di pistola. Il carabiniere reagisce, ma uno di loro spara e lo uccide. Gurrieri muore a 50 anni davanti al figlio.

Si scopre quasi subito, attraverso un volantino di rivendicazione, che il vero obiettivo dell’attentato era il dottor Gualteroni, medico del carcere di Bergamo. L’omicidio viene comunque firmato da “Guerriglia Proletaria”, gruppo di estrema sinistra vicino alla rete di “Prima Linea”.

Per l’omicidio furono condannati Manenti ed Enea Guarinoni, quest’ultimo uscito dal carcere pochi anni dopo grazie alla sua dissociazione dalla lotta armata e all’ammissione delle sue responsabilità. Manenti, invece, era già fuggito in Francia, da dove ora potrebbe essere costretto a tornare.

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