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Referendum elettorale nella primavera 2020? Calderoli: “Carte in regola per indirlo”

Lunedì mattina in Cassazione il bergamasco vicepresidente del senato ha presentato le richieste ufficali di 8 Consigli regionali (ne bastano 5)

La Regione Lombardia ha approvato la scorsa settimana la richiesta di referendum per l’abolizione della parte proporzionale della legge elettorale, l’attuale Rosatellum. Insieme al Piellone hanno svolto un’identica procedura altre 7 Regioni (Veneto, Friuli Venezia Giulia, Sardegna Piemonte, Abruzzo, Basilicata e Liguria): basta la domanda ufficiale approvata da 5 Consigli regionali. Per questo lunedì la Lega ha depositato in Cassazione il quesito per il referendum.

È stato il vicepresidente del Senato, il bergamasco Roberto Calderoli – che ha definito il referendum “Popolarellum”, visto che a “decidere sarà il popolo” – a presentarsi in piazza Cavour a Roma. Con lui i rappresentanti dei consigli regionali che hanno dato il via libera alla consultazione voluta da Salvini.

“Con una legge elettorale completamente maggioritaria si impediranno le nascite di governi come l’attuale che mettono insieme minoranze che vanno a fare una maggioranza di palazzo”, ha detto Calderoli all’arrivo al Palazzo di Giustizia. “Non temo rifiuti dalla Corte Costituzionale – ha aggiunto – otto Regioni, molto al di sopra delle cinque richieste, e soprattutto in rappresentanza di tutto il Nord, del Centro, del Sud e delle Isole del Paese, hanno deliberato la proposta di un referendum abrogativo della legge elettorale, in modo tale che nasca un sistema completamente maggioritario, ovvero l’elettore sceglie chi andrà a governare e chi perde andrà all’opposizione”.

I tempi dunque si accorciano. Aver depositato il quesito consentirà molto probabilmente a Salvini di ottenere il referendum già nella prossima primavera, innescando una corsa contro il tempo con l’attuale maggioranza giallo-rossa, che dovrà approvare il taglio dei parlamentari abbinato a una riforma elettorale in senso proporzionale.

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