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Saffioti “bacchetta” gli eletti in Forza Italia passati con Toti

“Mi fa sorridere - scrive - leggere che costoro inneggiano al merito quando sono la prova vivente che il merito in Forza Italia è stato per troppi anni inteso come essere vicini al Cavaliere o ai suoi nominati”

Carlo Saffioti, medico psichiatra, berlusconiano della prima ora, già vicepresidente del Consiglio regionale, in un lungo post su Facebook “bacchetta” quegli azzurri eletti che sono passati con Giovanni Toti. Un intervento pungente, amaro. E che contiene qualche verità. Eccolo.

Molti, alcuni parlamentari stanno abbandonando Forza Italia e Silvio Berlusconi per seguire Giovanni Toti verso Matteo Salvini, in nome del cambiamento.

Descritto Berlusconi come un ostacolo al rinnovamento , oramai sopravvissuto a se stesso e FI come un partito oramai finito, ovviamente in nome di alti ideali abbandonano la nave in obbiettiva difficoltà.

Che Forza Italia debba rinnovarsi organizzativamente e ridefinire la propria mission è fuori discussione come pure la necessità di cambiamento di una dirigenza che, dopo diverse sconfitte, ha perso credibilità.

Mi fa specie però che tuonino contro questo sistema verticistico che ha promosso solo gli amici degli amici coloro che sono in Parlamento solo e soltanto grazie a questo sistema.

Mi fa sorridere leggere che costoro inneggiano al merito quando sono la prova vivente che il merito in Forza Italia è stato per troppi anni inteso come essere “vicini” al Cavaliere o ai suoi nominati.

Quanti sarebbero stati eletti/ nominati deputati in Lombardia se non fossero stati “vicini” a Maria Stella  Gelmini ad esempio. E mi fa sorridere leggere che i totiani della mia provincia, tutti naturalmente meritevoli del seggio parlamentare, tuonano contro Forza Italia perché avrebbe collaborato col Partito democratico quando, grazie alle loro tresche col PD, abbiamo avuto un presidente della Provincia del PD e ora un presidente di Comunità Montana eletto contro la Lega grazie a accordi col PD.

Io sono riconoscente al Cavaliere per aver a suo tempo salvato l’Italia dalla gloriosa macchina da guerra comunista e per aver rinnovato il sistema politico italiano. Mi ha dato poi l’opportunita di vivere una straordinaria esperienza politica in Regione Lombardia.

Ha commesso non pochi errori, è stato vittima di una persecuzione politico giudiziaria senza eguali, non ha colto tante opportunità, non ha scelto il meglio nelle candidature.

Ma non me la sento, per il niente che rappresento, di abbandonarlo ora, nella difficoltà e di contribuire alla sua eliminazione dalla scena politica.

Quindi esprimo la mia solidarietà a Berlusconi e, se mai tornerò attivo in politica (se!), lo farò in Forza Italia abbracciando il progetto de l’altra Italia, cercando il rinnovamento da dentro per una politica che non sia difesa della poltrona, occupazione di potere, fatta di slogan e di appelli alla pancia, ma strumento di libertà, capace di andare oltre il particolare e la convenienza dell’oggi.

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