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Strada del Moscato di Scanzo e dei sapori scanzesi

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Lo chef Mainardi alla Festa del Moscato: “Porto sempre Bergamo nei miei piatti” foto

Andrea Mainardi, volto notissimo della "Prova del cuoco" e chef affermato con il suo ristorante Officina Cucina a Brescia ha fatto tappa a Scanzo per uno show-cooking con "Mistery Box" targata Terre del Vescovado

La Festa del Moscato di Scanzo continua e si prospetta essere una delle edizioni più riuscite. Tra i numerosi appuntamenti e ospiti che hanno animato il centro storico di Scanzorosciate, non poteva mancare lo chef bergamasco per eccellenza che, con la sua simpatia e ironia, ha portato i sapori e le tradizioni bergamasche in televisione.

Andrea Mainardi, volto notissimo della “Prova del cuoco” e chef affermato con il suo ristorante Officina Cucina a Brescia – “La faida la gestisco bene, voglio bene ad entrambe le città”, ci confessa ridendo – ha fatto tappa a Scanzo per uno show-cooking con “Mistery Box” targata Terre del Vescovado, con la sfida di cucinare un piatto che si sposasse con il protagonista assoluto di questo weekend settembrino: il Moscato.

Acclamato dalla folla e incredibilmente di fretta tra i fan da abbracciare, la preparazione dello show e i selfie a cui sorridere, Chef Mainardi ha fatto il suo ingresso in scena, ma, nonostante gli intoppi dell’ultimo minuto, siamo comunque riusciti a strappargli un’intervista, perché, come ha detto Andrea: “Tutto per la mia Bergamo!”

Sì, perché, nonostante sia diventato ormai uno chef affermato, abbia conosciuto la gloria data dalla televisione e dall’amore dei suoi fan, girato il mondo, condotto programmi TV tutti suoi e pubblicato libri di ricette, lo chef “biondo atomico” continua ad essere il ragazzo che andava a scuola all’IPPSAR di San Pellegrino e che amava le ricette casalinghe della mamma.

Da San Pellegrino in Rai alla “Prova del cuoco” con Antonella Clerici, come ci sei riuscito?

“Tanta, tanta gavetta. Sin da piccolo sapevo che il mio mestiere era fare il cuoco e cucinare, quindi ho dedicato tutte le mie energie a fare questo. Ai giovani dico sempre, indipendentemente da quella che sia la vostra passione (cucinare, dipingere, correre in macchina e molto altro): trovate il vostro talento! Perché nel momento in cui trovi il tuo talento e lo coltivi, hai già vinto perché quello che farai, ti piacerà tutta la vita. In tanti mi chiedono: scuola o talent per iniziare questa strada? Io voglio solo dire che i sogni vanno coltivati, ma da una base. Non puoi arrivare subito a fare il fenomeno, ti serve una solida istruzione. Certo, se vuoi solo aumentare i tuoi followers e a farti conoscere, allora ben vengano i talent televisivi, ma se vuoi diventare uno chef, la strada da fare è un’altra.  Nel 2012 per me è arrivata la chiamata della Clerici  e da lì  c’è stata la svolta dal punto di vista televisivo, ma il ristorante ha continuato per la sua strada. Davanti a me ho ancora un futuro in progressione e si vedrà cosa la vita ha in serbo per me. Certo, e poi ci vuole anche c***, dai.”

Visto che l’hai nominata, come sarà la “Prova del cuoco” adesso che la Clerici verrà sostituita della Isoardi?

“Antonella è la numero uno, donna eccezionale: guai a chi me la tocca! Le sarò sempre grato perché a suo modo mi ha cambiato la vita. Perché arrivare qui a Scanzo, non avere il tempo di scendere dalla macchina, con le signore che mi saltano addosso è un’ emozione e una sensazione impagabile e lo devo tutto alla “Prova del cuoco”. L’amore dei fan è qualcosa di eccezionale, specialmente delle nonnine che ti abbracciano appena ti vedono: dico sempre che sopra i 70 sono tutte mie! Auguro ogni bene all’Isoardi, senza dubbio, ma io sarò sempre del club Antonella, le sarò sempre riconoscente. Sono stati anni incredibili quelli alla Prova del cuoco, quante risate con Daniele Persegani e Anna Moroni! Mi mancherà molto, ma la vita deve andare avanti.”

Torniamo alla cucina, qual è il tuo piatto preferito bergamasco?

“Quello che faceva la mia mamma la domenica a mezzogiorno: polenta, coniglio e patate. Insuperabile.”

Quindi è stata la mamma la tua insegnante in cucina?

“No, a livello professionale Gualtiero Marchesi, Andrea Berton, Corrado Fasolato… e molti altri chef con cui ho lavorato e che mi hanno formato: ognuno di loro mi ha lasciato qualcosa. Però, la cucina della mamma è unica. Lei fa quattro cose, ma quello che fa è straordinario.”

Tu hai il pregio di aver portato Bergamo nelle case di tutta Italia: cosa porti della cucina bergamasca nei tuoi piatti?

“Qualche arrosto bello ruspante e nostrano lo porto sempre. E poi vabbé, qualche formaggio, tra Taleggio, Formai de Mut e Branzi, c’è ampia scelta e non possono mai mancare. Dopotutto io sono nato qui e non posso dimenticarmi da dove provengo. Alla Festa del Moscato, ad esempio, non c’ero mai stato, ma ho gli zii di Albano Sant’Alessandro e ho sempre vissuto questi posti, li sento miei.  Ci sono cresciuto a correre e a giocare tra i vigneti con i miei cugini: ci sono molto legato.”

Sagra o ristorante stellato, cosa preferisce Chef Mainardi?

“Sagra. Tutta la vita. Prima ero più per ristorante e chef stellato, ma l’appagamento che hai nelle feste di paese non ce l’hai da nessuna parte. Sono due cose completamente diverse, in questo momento che mi piace stare a contatto con il pubblico, l’appagamento che ho qui in mezzo a loro, a voi, è impagabile. Viva a piatti sostanziosi e felici, i piatti magri lasciamoli agli altri!”

Ancora non ci svela dove lo vedremo in TV ora che ha deciso di non continuare con la “Prova del cuoco”, ma ci assicura che presto avremo notizie: “e che notizie!”. Non possiamo fare altro che aspettare la prossima sorpresa dello “chef più pazzo del mondo”.

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