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Legge sul copyright: Bieber in prigione?

Il Parlamento USA vuole approvare la legge S.978 che mette lo streaming di contenuti protetti al pari del dowload illegale, colpendo così autori di cover come Justin Bieber.

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La crociata delle case discografiche e cinematografiche per la difesa del copyright rischia di raggiungere livelli senza precedenti. Il Parlamento degli Stati Uniti sta valutando l’approvazione della legge S.978, che porrebbe sullo stesso piano lo streaming di contenuti protetti al download illegale, su pressioni dell’industria discografica e cinematografica statunitensi (Recording Industry Association of America e Motion Picture Association of America). Le conseguenze di questo provvedimento colpirebbero la cultura di internet – che si basa moltissimo su remix, cover e mash-ups audio/video – come un ciclone: perfino pubblicare su Youtube il video di un amico che canta “Buon compleanno” rischierebbe di ricadere nei termini della legislazione americana. La S.978 colpirebbe non solo il (vasto) pubblico amatoriale del web – sempre impegnato a lanciarsi in creative reinterpretazioni di contenuti sfruttando le potenzialità tecniche e di diffusione della rete –, ma anche i musicisti professionisti. Tra questi c’è Justin Bieber che l’hanno scorso fece una cover della celebre “Somebody to Love” dei Queen e che stando alla legislazione rischierebbe cinque anni di prigione. Per questo motivo la baby star canadese – scoperta proprio grazie alle sue cover amatoriali su Youtube – è diventato il testimonial involontario di una campagna di sensibilizzazione per impedire che la S.978 venga approvata, divulgata su http://freebieber.org/. L’appello al popolo del web è dunque quello di firmare la petizione presente sul sito e di far sentire la propria voce di dissenso sui social network, per impedire l’approvazione della legge. Si può anche registrare un video indirizzato ai membri del Congresso “da dietro le sbarre”: presa in giro o visione del futuro per molti artisti, professionisti e non?

 

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