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Depurazione, nuova sentenza: non si paga se non c’è

L'associazione chiede la restituzione dei canoni pagati negli ultimi 10 anni dagli utenti che non hanno usufruito del servizio di depurazione e che si riconosca loro tale diritto, senza ricorrere alle vie legali.

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Federconsumatori chiede la restituzione dei canoni pagati negli ultimi 10 anni dagli utenti che non hanno fruito del servizio di depurazione e che si riconosca loro tale diritto, senza ricorrere alle vie legali.
Federconsumatori nazionale ha invitato tutti i Presidenti dei 91 ATO operanti sul territorio nazionale, e i Presidenti dei gestori del servizio idrico integrato che hanno avuto in affidamento il servizio, di prendere atto della sentenza n. 335 della Corte Costituzionale datata 8 ottobre 2008,e di far cessare e ristornare il canone fognatura e depurazione indebitamente pagato per tutte le utenze non collegate al servizio di depurazione e pubblica fognatura.
Federconsumatori Bergamo (0353594430) invita tutte le utenze aventi diritto a rivolgersi alle proprie sedi, al fine di ricevere assistenza.
Ecco il contenuto della sentenza che va ribaltare un precedente provvedimento con il quale il cittadino che non usufruiva del servizio di depurazione doveva comunque versare la quota.  
Nella
sentenza n.335 la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art.14, comma 1, della legge 36 (Disposizioni in materia di risorse idriche) nella parte in cui prevede che la quota relativa al servizio di depurazione è dovuta dagli utenti “anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi”.
Nella medesima sentenza si dichiara inoltre l’illegittimità costituzionale dell’art. 55 comma 1 del Decreto legislativo n. 152 (Norme in materia ambientale), nella parte in cui prevede che la quota relativa al servizio di depurazione, è dovuta dagli utenti «anche nel caso in cui manchino impianti di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi». In pratica si stabilisceche tale quota, pagata finora da tutti gli utenti del servizio idrico, non configura una tassa ma il corrispettivo di un servizio che, nei casi in cui manchino gli impianti di depurazione, non viene erogato.

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