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Senza fortuna, il gioco non basta: con l’Udinese va ko la più bella Atalanta della stagione

Troppe occasioni sbagliate e una fragilità difensiva che non si vedeva da tanto: gli uomini di Gasperini vedono "bianconero" e cadono ancora

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Non basta esser belli. E tanto generosi. Questo è il calcio, ma che rabbia…

La più bella Atalanta della stagione deve arrendersi alla squadra più furba, l’Udinese del suo ex Delneri. Ci sarà anche una discreta dose di allergia al bianconero, ma dal 3-1 della Juventus a Torino alla terza sconfitta al Comunale (la sesta del campionato), a parte il colore delle maglie dell’avversario, c’è una certa differenza.

Intanto la definizione di “Atalanta più bella” appartiene a Gasperini, si riferisce al primo tempo ed è anche difficile contestare questa analisi del tecnico. Perché, se il suo collega (che ben conoscete, a Bergamo grazie a lui ci siamo divertiti) Gigi Delneri ammette che “abbiamo fatto una difesa epica e il nostro portiere è stato il migliore in campo”, qualcosa di strano dev’essere successo. Almeno per chi pensava che l’Atalanta, 28 punti contro 18 fino alla sedicesima giornata, potesse avere facilmente ragione di questo avversario.

Chi azzardava un 2-0, chi un 3-1, chi si accontentava di una vittoria risicata per 1-0 con gol di zolla, come vent’anni fa, stagione 1996-97, clima più o meno simile (era il 17 novembre) e l’Atalanta di Mondonico senza il suo supercannoniere Pippo Inzaghi batteva l’Udinese di Zaccheroni con un’autorete di Bertotto, che spiazzava il portiere Battistini grazie anche a una zolla amica, a deviare un passaggio arretrato del capitano friulano.

Ecco, tutto questo per dire che per vincere le partite ci vuole anche una discreta dose di fortuna. Che non è fondamentale, vero, però se ti è amica è meglio. Sicuramente lo è stata dell’Udinese, se pensiamo alla traversa di Kurtic o alle sette-otto palle-gol (e sono tante, compresa la traversa) costruite dai nerazzurri e non realizzate: da Gomez a Kurtic e Caldara, da Petagna a Conti e poi Spinazzola, poi ancora Petagna. Tutto questo nel primo tempo, infiocchettato da un gioco spumeggiante, un vero e proprio assedio alla porta dell’Udinese, con tutto il miglior repertorio di questa Atalanta giovane, aggressiva e votata al pressing, a un calcio spettacolare, da applausi.

Purtroppo nell’unica azione del primo tempo l’Udinese ha fatto gol e non è bastato rimediare, subito dopo l’intervallo.

Perché… “Perché noi giochiamo sempre per vincere”, ha sintetizzato Gasperini. Perciò l’Atalanta è ripartita a testa bassa, ma nel serbatoio, cioè nelle gambe, aveva un quarto della benzina del primo tempo. E poi metteteci l’eurogol di Fofana, il portiere dei friulani migliore in campo che anche sull’1-1 salva la porta su un quasi autogol, a proposito di corsi e ricorsi, di Widmer.

Ma i ricorsi sono quelli a favore di Delneri, che contro l’Atalanta da ex vince sempre, quinta volta su cinque sfide. Gasperini l’aveva previsto: “Sapevo che l’Udinese si sarebbe chiusa così”. Ma non pensava a un risultato simile. Sarà anche colpa di quella “ferocia in zona gol” che Delneri ha visto nell’Udinese e forse è invece mancata all’Atalanta.

E’ mancato anche, oltre alla benzina, il cambio di marcia che dà uno come D’Alessandro, che avrebbe potuto ripetere il copione vincente contro la Roma: gol dei giallorossi nel primo tempo e rimonta dopo l’ingresso di D’Alessandro e i gol di Caldara e Kessie.

Aggiungete, se volete, il digiuno di Petagna. Che pure si fa un mazzo così fuori e dentro l’area avversaria, per favorire l’inserimento dei compagni, ma non segna dalla vittoria sul Napoli dello scorso 2 ottobre. E invece Zapata dopo 40 giorni si sblocca, trascinando in rete dopo una serie di rimpalli la palla del primo gol dell’Udinese.

Insomma, l’Atalanta che doveva ripartire stecca ancora. Però, se vogliamo guardare indietro, i nerazzurri dopo due sconfitte si sono sempre rialzati.

Se vogliamo guardare avanti, fidiamoci delle parole di Delneri, uno che di bel gioco a Bergamo si intendeva ed è stato salutato con affetto dai tifosi bergamaschi: “L’Atalanta merita la classifica che ha, mi ha impressionato, sono giovani e si rifaranno presto”.

Ne è convinto anche Gasperini. Magari con un occhio in più al risultato, se la maturità di una squadra la vedi anche nel saper gestire la partita: la valuteremo nella sfida di San Siro col Milan, sabato prossimo e poi con l’Empoli in casa.

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