25 Aprile: di Pace e Libertà
Per questo il 25 aprile non deve essere soltanto una celebrazione, ma un’assunzione di responsabilità quotidiana e collettiva. Nella Guerra di Liberazione c’era un sogno partigiano che connetteva reciprocamente un insieme di valori che sembrano oggi lontani dalle nostre vite: Liberazione, Libertà, Democrazia, Eguaglianza, Lavoro, Solidarietà, Pace. Riprendiamoli in mano e orientiamo il nostro agire verso la piena attuazione della Costituzione
“Coloro che sono morti, sono con noi. Con noi non solo perché la nostra vita è mutata per il loro sacrificio, ma perché i loro ideali, quindi la parte migliore di loro, è con noi e deve essere la nostra, se noi siamo uomini”.
Sono parole scritte da Mario Cuminetti, teologo bergamasco, nel 1965 in una “Nota sulla Resistenza”.
È un’immagine intensa che credo debba accompagnarci ancora oggi nelle celebrazioni del 25 aprile.
Il 25 Aprile 1945, 79 anni fa, il Comitato di Liberazione Nazionale dichiarava a Milano e in tutto il Nord Italia lo sciopero generale. La popolazione insorgeva e i partigiani occupavano le città; l’Italia riconquistava definitivamente la libertà e il fascismo veniva finalmente sconfitto.
La data del 25 aprile è il simbolo dell’Italia libera e liberata, dopo venti mesi di Resistenza e uno straordinario tributo di sangue e di dolore. Una data che rappresenta la fine dell’occupazione tedesca, la fine del fascismo. Una data spartiacque nella storia d’Italia, destinata a delineare un prima e un dopo: si abbatteva lo Stato fascista (ma anche il vecchio Stato liberale) e si avviava la costruzione di un nuovo Stato e di una nuova società nutrendo la speranza di un mondo di pace, senza più genocidi e senza più razzismi.
La Resistenza è l’evento fondativo della Repubblica democratica e dalla Resistenza dobbiamo attingere quella energia, quella determinazione che sono necessarie per affrontare ogni avversità, ogni circostanza sfavorevole, oggi, nel presente, nel tempo che ci è dato di vivere. Ma dobbiamo anche mutuare quella capacità, quella fiducia che attraverso la partecipazione attiva si possa continuare a porre la missione indicata dalla Costituzione, ovvero progettare e governare il futuro del Paese, perché fondamentalmente questo è la Costituzione italiana: un grande progetto per il futuro dell’Italia. Per questo credo che, per il nostro avvenire, sia urgente un 25 aprile 2024 di liberazione dalla guerra. Cessate il fuoco ovunque credo vada detto molto chiaramente e con forza.
Non solo, ma dobbiamo guardare con attenzione e preoccupazione a quello che succede nel nostro Paese: c’è un governo che comprende una destra estrema che ha le sue radici nel ventennio fascista e nelle sue nostalgie e che per questo intende cambiare la Costituzione. Una destra estrema che in vari modi tende a reprimere qualsiasi dissenso, qualsiasi protesta. Una destra estrema aggressiva, vendicativa e rivendicativa. Oggi sono in discussione democrazia, libertà, uguaglianza, lavoro, solidarietà, pace, cioè la Repubblica democratica fondata sulla Costituzione e nata dalla Resistenza.
Per questo il 25 aprile non deve essere soltanto una celebrazione, ma un’assunzione di responsabilità quotidiana e collettiva. Nella Guerra di Liberazione c’era un sogno partigiano che connetteva reciprocamente un insieme di valori che sembrano oggi lontani dalle nostre vite: Liberazione, Libertà, Democrazia, Eguaglianza, Lavoro, Solidarietà, Pace. Riprendiamoli in mano e orientiamo il nostro agire verso la piena attuazione della Costituzione.
Per questo diciamo che il 25 aprile non è una ricorrenza, ma si deve esprimere ogni giorno in quello che facciamo. I partigiani e le partigiane hanno resistito per il loro sogno e per questo noi dobbiamo continuare a resistere: perché la vita non può restare ferma mai e perché nessuna conquista è statica e data una volta per tutte.
* Mauro Magistrati – Presidente ANPI Provinciale di Bergamo



