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Il prof: “Allarmismo fuori luogo, non esiste alcuna teoria gender”

Gianluca Spitalieri, insegnante, interviene a stigmatizzare chi invita - tramite sms - a firmare contro il ddl scuola sostenendo che contenga un emendamento che indurrebbe i bambini ad avere rapporti sessuali fin dalla tenera età o a cambiare sesso.

Gentilissima Direttrice,

mi permetto di scriverLe perché vorrei fare chiarezza su una questione che da tempo sta divampando a livello nazionale e purtroppo anche a Bergamo.

Si tratta della fantomatica e inesistente “teoria gender”.

Da alcuni mesi, mi giunge voce, stanno arrivando sms che in modo allarmistico invitano genitori e insegnanti della bergamasca ad andare a firmare per il ritiro del già pessimo “ddl scuola”, perché conterrebbe un “pericolosissimo” emendamento che introdurrebbe l’eliminazione del sesso biologico e dunque indurrebbe i bambini ad avere rapporti sessuali fin dalla tenera età o a cambiare sesso.

Quanto apprendo, da insegnante, mi preoccupa molto.

Mi preoccupano le menzogne costruite e impacchettate ad hoc per disinformare e sclerotizzare sempre più gli stereotipi e le culture discriminanti.

Mi permetto di affermare con serenità e di tranquillizzare genitori e colleghi che non esiste alcuna “teoria gender”. Esistono semmai gli “studi di genere” che, pur non mettendo in discussione la differenza biologica tra maschio e femmina, dimostrano come le società, lungo l’arco della storia, abbiano costruito ruoli specifici per l’uomo e ruoli adatti alla donna.

Gli studi di genere puntualizzano che il sesso da solo non basta a definire quello che siamo.

La nostra identità, infatti, è una realtà complessa e dinamica, un mosaico composto dalle categorie di sesso, genere, orientamento sessuale e ruolo di genere.

E dunque, obiettivo specifico di una corretta educazione di genere dovrà essere quello di ridurre gli stereotipi dei ruoli sociali di uomo e donna e combattere la violenza di genere con la cultura del rispetto e della reciprocità.

L’emendamento della senatrice Fedeli interviene proprio per colmare questo vuoto nelle nostre scuole, compito spesso affidato o assunto in solitudine da volenterosi docenti.

Non vorrei rendere tedioso il mio intervento, ma reputo necessario riportare, per evitare strumentalizzazioni e fraintendimenti, un passaggio del testo, oggetto di contestazione.

Riporto testualmente: “Il piano triennale dell’offerta formativa assicura l’attuazione dei princìpi di pari opportunità promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni”.  

Prevenire pertanto la violenza di genere e di tutte le discriminazioni vuol dire educare alle differenze, interrogarsi sulle modalità e sulle strategie in cui le diverse culture hanno costruito ruoli sociali specifici e contrastare quegli stereotipi e quei luoghi comuni, socialmente condivisi, che orientano demagogicamente, costruendo destini diversi a seconda che si nasca maschi o femmine.

Vuol dire trasmettere il valore delle “pari opportunità” e abbattere tutti quegli stereotipi che, fin dalla più tenera età, ingabbiano maschi e femmine in ruoli predefiniti che producono inevitabilmente discriminazioni.

E’ evidente che, in realtà, ciò che disturba certe lobby religiose intrise di conservatorismo e di reazionarie posizioni è la possibilità di poter scardinare quel rapporto di subordinazione che vede la donna sottomessa all’uomo (non a caso una delle sostenitrici di questa battaglia reazionaria è l’autrice del libro: “Sposati e sii sottomessa”) e di conseguenza il poter serenamente affermare che le minoranze, storicamente emarginate e discriminate per genere, orientamento sessuale e per differenza del colore della pelle, godono anch’esse degli stessi e inviolabili diritti di una maggioranza imbevuta di cultura patriarcale e maschilista.

Si teme che si possa parlare di omosessualità in classe e si ignora che il più delle volte sono gli studenti stessi a chiedere che se ne parli in classe, si teme che si dibatta sulla violenza nei confronti delle donne, quando invece è la stessa cronaca drammatica del nostro Paese che ci obbliga a parlarne in classe.

Non vi è alcun indottrinamento nel voler educare i genitori e dare informazioni corrette agli insegnanti affinché parlino in modo ragionato, e non dogmatico, di sesso, orientamento sessuale, identità e ruoli di genere, a figli e scolari, come ha ben scritto il professore Lingiardi, ordinario di Psicologia dinamica presso la Facoltà di Medicina e Psicologia della Sapienza di Roma.

Tra qualche settimana riapriranno le scuole e non senza preoccupazioni.

Occorre riposizionare con fiducia le istituzioni scolastiche al centro del dibattito pubblico, perché presìdi di democrazia e di formazione e non fabbricare etichette ideologiche che fanno soltanto del male ai nostri studenti e alle nostre studentesse.

Prof. Gianluca Spitalieri

Commenti

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  1. Scritto da Marco

    Scusate, ma che speranza di obiettività può avere un professore che è stato segretario provinciale del comitato Arcigay di Bergamo?

  2. Scritto da incompreso

    Aggiungo un ulteriore commento, che è anche una citazione: perché tanto odio?

  3. Scritto da incompreso

    Mi impressiona constatare come le persone in disaccordo con l’autore evitino puntualmente di entrare nel merito delle sue tesi, e si limitino a contrapporre loro altre tesi completamente svincolate. L’autore ci spiega che non esiste una teoria gender, ma un approccio alla complessità dell’appartenenza di genere che vuole educare al rispetto delle differenze. Nessuno può o vuole negare che la procreazione richieda gameti maschili e femminili: di cosa avete paura?

    1. Scritto da Alberto

      Quindi un bambino/a dovrebbe perdere altro tempo a scuola, oltre a quello che già non perde per la cronica disorganizzazione, per apprendere “un approccio alla complessità dell’appartenenza di genere che vuole educare al rispetto delle differenze”, di cui non sente il minimo bisogno (come tutti coloro che sono andati a scuola sino ad ora), invece di argomenti e materie che lo formino realmente ed utilmente per il futuro? Siamo messi bene…

      1. Scritto da incompreso

        Il mio modo di proporre il tema è sicuramente poco chiaro. Capisco che lei abbia inteso che si auspichi una “materia” tipo “rispetto delle differenze”. Basta molto meno. Basta la capacitò di spiegare, per esempio e quando serva, che alla maggior parte degli uomini piacciono le donne, e viceversa. Allo stesso modo, ci sono uomini cui piacciono gli uomini e donne cui piacciono le donne. Un bambino è capace di capirlo e lo trova del tutto naturale. Basta poco.

      2. Scritto da andreap

        ma allora è solo una questione di priorità educative nella gestione del poco tempo scolatico ? tutto ‘sto casino solo per questo ? non ci credo ….. dopodiché tutto questo forma al senso civico ( avrà fatto anche lei educazione civia a scuola) … è meno ” reale ed utile” della matematica ? ci aspettiamo un popolo incivile ma invincibile nelle tabelline ? siamo messi ancora meglio.

  4. Scritto da Narno Pinotti

    Anche la battaglia contro Darwin sarà sembrata, fino a una certa epoca e a un certo stadio della ricerca, sensata; del resto pure la teoria eliocentrica aveva dalla sua parte l’evidenza quotidiana. Finirà allo stesso modo, credo, ma per fortuna senza roghi (li ricordo a chi straparla di dittatura per difendere la propria libertà di essere ignoranti: una libertà che, come si vede, sussiste sempre e da sempre).

  5. Scritto da andreap

    Si sventola un rischio inesistente (mettere in dubbio le differenze biologiche) per non promuovere principi di parità fra ruoli, la CONOSCENZA dell’essere umano e delle possibili diversità. Avete sempre bisogno di inventarvi un nemico? Sono padre, normalmente eterosessuale e cristiano. Ultimamente un po’ conservatore ma le vostre posizioni sono oscurantiste e poco diverse dal mettere la foglia di fico sulle statue antiche. Se a casa faccio il bucato sto promuovendo la dittatura gender?

  6. Scritto da Francesco Rampinelli

    Egregio professore, non riuscirà a modificare la realtà con dosi massicce di noia. E non è compito della scuola contraddire l’evidenza, benché – dalla battaglia contro il nozionismo in poi – ogni speranza di insegnamento non dico obiettivo, ma almeno oggettivo si è irrimediabilmente perduta. La mistificazione ha un limite intrinseco: arriva un momento in cui non basta più cambiare il nome alle cose e negare ciò che è palese. Il re è nudo.

    1. Scritto da Tasslehoff

      E il succo di tutta questa supercazzola? Rimaniamo in tema.

      1. Scritto da La verità fa male

        “Il succo” è che esistono solo due sessi (maschio e femmina) e che un bambino nasce solo dall’amore tra maschio e femmina. Tutti i tentativi di manipolare questa Verità sono super cazzate, anche se gli si danno nomi “chic” con parole vuote come “gender” e menate simili, altro che la sua “super cazzola”

    2. Scritto da pasquale

      infatti gli insegnamenti non dico obiettivi ma almeno oggettivi, notoriamente, si trovano al catechismo… ma mi faccia il piacere.

      1. Scritto da valter

        bla bla bla…di certo il catechismo insegna valori reali a differenza del gender!!

  7. Scritto da Keko

    Si può firmare in tutti comuni per abolire una legge che vuole introdurre (come già fatto in alcune scuole italiane spiegando ai bambini che possono scegliere se essere maschi o femmine!! Falsità biologica!) la teoria gender nelle scuole in modo subdolo. Andate nei comuni e pretenderete di firmare in quanto le amministrazioni comunali (soprattutto di sinistra) stanno tenendo nascosta questa possibilità. FIRMATE.

    1. Scritto da incompreso

      Si può firmare in tutti i comuni? C’è una proposta di referendum, quindi, se capisco bene. Da chi è promosso? Quando è iniziata la raccolta delle firme? Quando termina?

      1. Scritto da ciao

        Incompreso di cosa ha paura? Stia sereno…Visto che ha internet troverà facilmente risposta alle sue paure ops domande.

        1. Scritto da incompreso

          La ringrazio per la sua preoccupazione: serenissimo. Chiedevo solamente di completare l’informazione: in Cassazione risulta presentata un’istanza di referendum sul tema, non risulta invece in corso nessuna raccolta firme. Pure, il commento precedente invitava a recarsi in Comune per firmare. Prima di far muovere le persone per andare in Comune a firmare, meglio essere sicuri che l’informazione sia esatta.

          1. Scritto da Gigi

            È’ bello assistere alla mistificazione della realtà: non esistono raccolte firme! Ma scherziamo? In tutti i comuni fino al 26 settembre si può. Se vi dicono che non c è nulla : denunciateli. Come si diceva, la dittatura Gender (come il nazismo) dice sempre: negare negare negare. Come certa stampa allineata alle lobby che censurano.

  8. Scritto da Miki

    Il professore sa che le sue considerazioni non stanno in piedi: esistono senza dubbio solo due sessi, maschio e femmina. Poi uno può essere maschio di sinistra o femmina scout, come avere una preferenza sessuale sadica o essere vegetariano. Ma restano biologicamente maschi e femmine. Se ne faccia una ragione. Dare spazio a tesi così strampalate del professore (?) mi sembra fuori luogo per un giornale serio come bgnews.

    1. Scritto da Marcello

      Giusto per fare un minimo di chiarezza. Per semplificare molto (spero non troppo), uno degli obiettivi degli studi di genere non è generare un terzo sesso, piuttosto quella di agire sui ruoli di genere che, per “norma culturale”, sono imposti all’uno o all’altro genere. Ad esempio, la moglie sottomessa al marito è una “norma” mutuata dalla società patriarcale: gli studi di genere intervengono per il superamento di questa norma. E se il marito volesse lavare i piatti, resta pur sempre maschio.

      1. Scritto da incompreso

        Aggiungo: i critici degli studi di genere sono probabilmente altrettanto, se non più, critici delle società che impongono alle donne limitazioni negli abiti e nelle libertà civili. Si parla dello stesso tema: norme culturali.

      1. Scritto da Ariel

        La solita bufala della stampa allineata, Papa Bergoglio “teoria Gender : espressione di una frustrazione,”. Fatevene una ragione, maschio e femmina. Il resto è fantasia del pensiero unico della dittatura Gender che fa chiudere pasticcerie che si rifiutano di fare torte con due spose. Sperando che certi insegnanti sotto sotto non vogliano imbrogliare gli studenti.

        1. Scritto da Redazione Bergamonews

          E’ in home page sul Corriere della Sera, adesso come 6 ore fa (senza smentite)

          1. Scritto da felice lasupposta

            Così credo che l’informazione sia completa:

            http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2015/08/28/0630/01376.html

  9. Scritto da bashir.it

    peccato che il prof. Gianluca Spitalieri dimentichi di completare le proprie qualifiche.
    In una lettera pubblicata su Bgnews del 2012 (http://www.bergamonews.it/opinioni/aggressione-omofoba-pieno-giorno-nel-cuore-di-bergamo-160540) lo stesso prof. Spitalieri si firmava “Consigliere nazionale di Arcigay – membro del direttivo provinciale di Arcigay Cives di Bergamo –
    membro del tavolo permanente contro l’omofobia presso il Comune di Bergamo”
    Quindi non proprio neutrale alla questione “Gender”

    1. Scritto da incompreso

      Il curriculum dello scrivente cambia qualcosa? Ha degli argomenti da contrapporre ai suoi argomenti, oppure ritiene che l’argomento ad personam sia sufficiente?

    2. Scritto da andreap

      Che torbida scoperta è rintracciare il fatto che sia gay? Per difendere banali principi bisogna essere necessariamente gay? E un normale eterosessuale deve necessariamente sentirsi minacciato da … da che cosa ?? cosa cavolo significa essere “neutrali”? Ma di che guerra stiamo parlando ?? Arrendetevi all’idea che sono ormai passati parecchi anni dalla approvazione della dichiarazione universale dei diritti umani (e ancora di più dai patti lateranensi !!).

    3. Scritto da Luca

      Quindi chi sarebbe imparziale? Solo gli etero sessuali cattolici contrari al gay pride?

  10. Scritto da Moira

    Chissà perché i sostenitori gender hanno sempre grande cassa di risonanza sui media? Papa Bergoglio ha ben descritto la distorsione di questa dittatura del pensiero unico. Professore perché non ha citato anche il libro “Sposati e muori per lei”? “No alla dittatura gender” sorry “studi di genere”.

      1. Scritto da antonio

        AH AH . Solita montatura. La signorina ha inviato un libro al Papa il quale ha risposto (tramite un suo addetto) con la forma standard che usa per tutti in questi casi. il papa ha parlato chiaro sul gender

  11. Scritto da Sére

    …OK OK… non lo sapevo, ma adesso che lo so… dov’è che si può andare a firmare???