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Annunci-truffa su internet: ecco come agiva la banda dei 40 bergamaschi foto

Tra i beni messi in vendita in modo fittizio dalla banda c'era anche una lussuosa Bmw X5 al prezzo di soli 13900 euro, con una caparra versata da una delle vittime di soli 500 euro per assicurarsela

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Cercavano annunci invitanti su siti internet, li clonavano, incassavano la caparra dai possibili acquirenti e poi sparivano nel nulla. I carabinieri della compagnia di Bergamo dopo un’indagine condotta in collaborazione con il sostituto procuratore della Repubblica Gianluigi Dettori, hanno smantellato un’organizzazione criminale formata da una quarantina di italiani e un rumeno, residenti in provincia di Bergamo, in particolare tra città e Bassa.

Nella mattinata di martedì 7 gennaio un centinaio di militari dell’Arma, con l’ausilio di un elicottero, hanno eseguito sei ordinanze di custodia cautelare, di cui tre in carcere e tre agli arresti domiciliari, oltre a una lunga serie di perquisizioni nelle abitazioni degli indagati.

Una banda specializzata nelle cosiddette truffe on line e articolata a più livelli. Il primo era formato dai soggetti intestatari delle carte di credito su cui i clienti versavano il denaro. Il secondo da chi cercava sui siti internet gli annunci più invitanti e li clonava, copiando testo e immagini. Il terzo da chi si occupava di incassare la somma richiesta come caparra per il bene in vendita, spesso ritirata dagli sportelli bancari anche in meno di un quarto d’ora per poi cancellare l’annuncio dal sito e sparire nel nulla.

Sono 114 le truffe appurate dagli inquirenti, per un totale di circa 60mila euro incassati in totale, in circa 3 anni di attività. Essendo annunci su internet, le persone truffate risiedono in tutta Italia: a Bergamo sono state dirottate denunce anche dalla Sardegna e dalla Sicilia. Il sito più utilizzato per le truffe era “Subito.it”, oltre ad altri simili di annunci.

Nel corso della lunga e articolata attività investigativa dei militari è emerso che i truffatori si procuravano SIM card acquistandole per poche decine di euro (cifre variabili tra i 50 e i 100 euro) dai soggetti intestatari delle medesime, i quali erano consapevoli del loro successivo utilizzo fraudolento.

Allo stesso modo si procuravano Carte di Credito Postepay dai soggetti intestatari (anch’essi consapevoli del loro successivo utilizzo fraudolento) dai quali, dietro piccolo pagamento di somme variabili tra i 50 e i 100 euro, pretendevano la consegna del codice PIN per consentire loro le successive operazioni di bancoposta e di conto corrente.

Successivamente procedevano all’inserimento su siti internet e-commerce di annunci fraudolenti riguardanti vendita di veicoli e affitto di appartamenti per le vacanze, indicando quale contatto telefonico le schede SIM precedentemente acquistate e inducendo gli ignari soggetti contraenti a versare caparre confirmatorie di importo variabile sulle Carte di Credito Postepay.

Avvenuto il deposito, i soggetti si rendevano irreperibili e procedevano contestualmente al prelievo delle somme corrispondenti, nonché alla chiusura del rapporto Postepay anzidetto al fine di occultare la riconducibilità delle operazioni, facendo in seguito perdere le proprie tracce cambiando sistematicamente sim – card e dispositivi cellulari.

Tra i beni messi in vendita in modo fittizio dalla banda c’era anche una lussuosa Bmw X5 al prezzo di soli 13900 euro, con una caparra versata da una delle vittime di soli 500 euro per assicurarsela.

L’operazione, denominata “transazione negata” è stata presentata al comando dei carabinieri di via Delle Valli, alla presenza del pm Gianluigi Dettori, del comandante colonnello Biagio Storniolo e del maggiore Marco Iannucci.

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