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Torino-Atalanta: sfida tra i talenti Adem Ljajic e Papu Gomez

Si tratta di una gara interessante tra due delle squadre più in forma del torneo e a caccia di un piazzamento europeo

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Un altro lunch match attende l’Atalanta, che fa visita al Torino nella terza giornata di ritorno del campionato. Si tratta di una sfida interessante tra due delle squadre più in forma del torneo. Per il Torino, distaccato 8 punti dalla Dea, questa gara potrebbe rappresentare l’ultima chanche per riagganciare il treno diretto verso l’Europa, perché è abbastanza evidente che, in caso di sconfitta, 11 punti rappresenterebbero un margine probabilmente incolmabile tra le due formazioni.

La squadra granata rappresenta però, soprattutto tra le sue mura, un ostacolo molto difficilmente superabile, potendo contare anche su un dodicesimo uomo molto caldo e da sempre vicino alla propria squadra. Se teniamo poi conto che questa partita, oltre che dai protagonisti, è molto sentita anche da entrambe le tifoserie (da sempre acerrime nemiche), il clima, nonostante il freddo di questi giorni, sarà sicuramente rovente.

Mister Mihajlovic può contare su uomini di ottimo valore e, soprattutto nel reparto offensivo, di grande abilità (come il bomber bergamasco “Gallo” Belotti) e classe (come i due furetti Ljajic e Iago Falque). Il Torino è una squadra che gioca un calcio molto offensivo, prova ne è che ha il 4° attacco del campionato, inferiore per numero di reti segnate solo alle prime tre della graduatoria. In compenso il suo reparto difensivo non è così imperforabile avendo subito ben 31 reti contro le 24 della Dea (nonostante possa contare sul portiere titolare della nazionale inglese).

Curioso e avvincente potrà essere il duello a distanza tra i due “geni” in campo: Ljajic da una parte e il Papu Gomez dall’altra. Due giocatori così uguali ma anche così diversi, in grado di decidere le partite con i loro colpi di classe ma con ruoli diametralmente opposti nello spogliatoio. Un trascinatore l’argentino nerazzurro, una prima donna il serbo, col quale tra l’altro il mister granata si trova costretto di sovente ad usare più il bastone che la carota.

In un’intervista rilasciata in settimana, il Gasp ha chiaramente detto che gli obiettivi della Dea sono cambiati e che gli piacerebbe molto arrivare in Europa. Segno che ci proverà fino in fondo? Speriamo, anche perché il mister nerazzurro ha anche aggiunto che questa Atalanta è per certi versi la migliore squadra che lui abbia mai allenato, facendo ovviamente intendere che le possibilità di raggiungere questo ambizioso obiettivo sono concrete.

Quella tra i granata e i nerazzurri è una sfida radicata nel tempo. Il bilancio dei precedenti disputati all’ombra della Mole vede i padroni di casa avanti, visto che nelle 53 partite giocate a Torino (tra serie A e B) si contano 27 vittorie del Toro, 8 dell’Atalanta e 18 pareggi.

Prendendo in considerazione tutti i 107 incontri (ossia anche quelli giocati a Bergamo) conduce sempre il Torino: 43 vittorie contro le 26 dell’Atalanta e i 38 pareggi. L’ultima vittoria granata risale alla scorsa stagione quando il Torino di Ventura si impose per 2-1 grazie alle reti di Bruno Peres e Maxi López e gol nerazzurro di Cigarini. L’ultimo pareggio fra le due compagini è datato invece 2 novembre 2014 e fu uno 0 a 0. Gli atalantini non sbancano Torino da ben 6 anni, ossia dal 2 marzo 2011, quando (in serie B) dopo la rete di Antenucci, prima Peluso e poi Bonaventura nel recupero ribaltarono il risultato per il 2 a 1 finale per la Dea.

La sfida d’andata giocata all’Atleti Azzurri è terminata 2-1 in favore dell’Atalanta. Dopo il vantaggio su punizione di Iago Falque ad inizio ripresa (ed irrispettosa esultanza sotto la Pisani) ed il pareggio immediato di Masiello, decisiva la rete a 8 minuti dal termine di Frank Kessiè su calcio di rigore (per netto atterramento del Papu).

In casa granata non ci sarà l’ex Zappacosta a causa di una lesione muscolare subita a Bologna per cui spazio a De Silvestri sulla destra della difesa. In mezzo al campo Obi potrebbe spuntarla su Baselli, ma attenzione all’ipotesi Iturbe, con passaggio, in questo caso, dal 4 3 3 al 4-2-3-1. Torna Belotti al centro dell’attacco, momento non brillante per Ljajic che potrebbe anche rischiare il posto. Ecco il probabile schieramento di partenza: Hart, De Silvestri, Rossettini, Moretti, Barreca, Benassi, Valdifiori, Obi, Iago Falque, Belotti, Ljajic.

Il Gasp ritrova Kessie, complice l’imprevista uscita di scena della Costa D’Avorio dalla Coppa d’Africa, e potrebbe decidere di schierarlo sin dal primo minuto (in alternativa pronti sia Grassi che Melegoni). Buone le probabilità di un rientro di Toloi al centro della difesa, ma il giovane Bastoni si farà comunque trovare pronto. Purtroppo ancora ai box sia Dramè che Konko, che difficilmente saranno del match, mentre certamente non mancherà Gomez riaggregato al gruppo da giovedì. In gruppo anche il neo acquisto Cristante. La formazione iniziale potrebbe essere la seguente: Berisha, Masiello , Toloi, Caldara, Conti, Kurtic, Freuler, Kessie’, Spinazzola, Petagna, Gomez.

Sono 3 gli ex della gara, due in maglia granata e uno con quella nerazzurra. Tra i torinisti ci sono Daniele Baselli, che ha giocato due stagioni a Bergamo tra il 2013 e il 2015 con 50 presenze e 2 gol e Davide Zappacosta (assente causa infortunio), 29 presenze con la maglia orobica e 3 reti realizzate. Tra gli atalantini c’è Jasmin Kurtic, che ha disputato una parte del campionato 2014/2015 a Tornino, 16 presenze e 2 gol.

Sarà il 45 enne avvocato Antonio Damato della sezione di Barletta il direttore di gara della sfida. L’esperto arbitro pugliese dirige in serie A dal lontano 2006 ed ha al suo attivo ben 170 partite arbitrate nella massima serie (244 quelle complessive includendo anche serie inferiori, Coppe e gare internazionali). Quest’anno è alla sua decima direzione di gara: nelle altre 9 ha diretto una volta entrambe le squadre (il Toro nella trasferta persa col Milan alla prima giornata, e la Dea nel pareggio esterno di Firenze). Nella sua storia il Toro ha incrociato il fischietto barlettano 16 volte (4 vittorie, 5 pareggi e 8 sconfitte) mentre la Dea 12 volte (5 vittorie, 4 pareggi e 3 sconfitte).

Curiosità: dalle statistiche risulta che Damato conceda in media un rigore ogni tre partite.
Lo stadio del Toro dallo scorso anno si chiama Olimpico Grande Torino, in memoria della fantastica ed epica formazione granata passata alla storia. Vincere in uno stadio intitolato ad una squadra così immensa avrebbe ancora più valore. E allora proviamoci.

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