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Bergamo Soccorso: due mesi senza stipendio E’ stato d’agitazione

La cooperativa sociale Bergamo Soccorso svolge il servizio di emotrasporto e di trasporto persone con problemi di salute per conto della Clinica Humanitas Gavazzeni.

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Senza stipendio da due mesi, i dipendenti della cooperativa Bergamo Soccorso, hanno scelto di avviare una protesta dichiarando lo stato di agitazione che potrebbe condurre presto ad uno sciopero. La cooperativa sociale, che ha sede in via Corridoni, svolge il servizio di emotrasporto e di trasporto persone con problemi di salute per conto della Clinica Humanitas Gavazzeni.

Il 27 marzo i dipendenti si erano rivolti alla FP-CGIL provinciale per chiedere tutela: “All’indizione di un’assemblea sindacale, la cooperativa ha minacciato per telefono un possibile licenziamento di tutto il personale” ha raccontato Giorgio Locatelli della FP-CGIL di Bergamo. “Dall’incontro con i dipendenti è emersa una serie di questioni davvero critiche: c’è persino un lavoratore, in malattia da metà novembre, che non percepisce alcuna indennità. Pur sotto la costante minaccia di licenziamento e di interruzione di servizio, i lavoratori hanno deciso in un primo momento di garantire la prestazione lavorativa, seppur a titolo gratuito. La mattina del 3 aprile, però, hanno dovuto constatare che le chiavi delle ambulanze erano state sequestrate dalla cooperativa”.

Dopo una giornata di tensioni con gli operatori e il sindacato a presidiare la reception e l’ingresso della Humanitas Gavazzeni (la quale ha tentato di recuperare mezzi alternativi per garantire il servizio), la cooperativa ha permesso ai lavoratori di svolgere il normale turno di lavoro.

“Vista la situazione insostenibile per lavoratori che, oltre a non percepire lo stipendio, non hanno alcuna sicurezza della continuità del servizio, la FP-CGIL venerdì scorso ha indetto uno stato di agitazione. Non escludiamo uno sciopero già a partire dal 14 di questo mese” conclude Locatelli.

“L’unica certezza per il momento è che, grazie all’azione sindacale, Humanitas Gavazzeni (‘obbligata in solido’ nei confronti dei lavoratori) si sta adoperando per garantire le retribuzioni arretrate e per trovare una soluzione che salvaguardi il futuro del servizio”.

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Commenti

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  1. Scritto da gianmarco sangalli

    siamo ad agosto e non solo non abbiamo ancora i soldi, bensì gli enti alla quale siamo affidati se ne lavano le mani l’uno con l’altro e noi li stiamo pagando però………………..

  2. Scritto da antonio

    Siamo gia a maggio, e di stipendi nemmeno l’ombra.chi dobbiamo ringraziare?

  3. Scritto da antonio ciurca

    Siamo al primo maggio, e gli stipendi ancora nulla.

  4. Scritto da cambiare

    Dovrebbero cambiare nome e dedicarsi ai “migranti”,allora si che I soldi arriverebbero e anche parecchi (vedasi carma di mineo…)