Mercoledì 23 novembre, nel giardino di Palazzo Frizzoni sono stati messi a dimora 12 bulbi delle “iris di Trebecco” e svelata la targa in memoria di Paola Mostosi e di tutte le donne vittime di violenza.
L’Amministrazione ha accettato infatti la proposta di Cristina Mostosi, sorella di Paola, di realizzare l’iniziativa “Una iris per non dimenticare” – promossa dall’Associazione “Le Iris di Trebecco” – condividendo la finalità di diffondere la cultura della parità di genere, attraverso il rispetto e la valorizzazione della donna, e la prevenzione di ogni atto di violenza.
“Abbiamo accolto con grande interesse la proposta di Cristina Mostosi di donare al Comune un’aiuola in ricordo della sorella Paola e di tutte le donne morte per un atto di violenza. Queste aiuole, come le panchine rosse, sono dei simboli che hanno l’obiettivo di sensibilizzare e porre l’attenzione della cittadinanza rispetto a un tema, quello appunto della violenza contro le donne, che torna alla ribalta in occasione della Giornata internazionale del 25 novembre ma che purtroppo esiste e resiste tutti i giorni dell’anno.
La questione, prima che di cronaca, è evidentemente culturale e rappresenta il sintomo di una società non sufficientemente educata al rispetto delle differenze, a cominciare proprio da quelle di genere.
Rispetto a quest’obiettivo, il cammino è ancora lungo e richiede il massimo impegno di ciascuno di noi a partire proprio da piccole azioni quotidiane, come questa di piantare delle iris, gesto che a Bergamo ha già visto un importante coinvolgimento della cittadinanza nella sua diffusione.” Marzia Marchesi, Assessora al Verde pubblico e alle Pari Opportunità
L’aiuola di Palazzo Frizzoni si aggiunge infatti ad altre tre aiuole create in questi giorni in città: una presso il Liceo Scientifico “Lorenzo Mascheroni”, di cui Paola Mostosi è stata allieva, dove gli studenti di una classe quarta si prenderanno cura della sua manutenzione; quella via S. Tomaso de’ Calvi di cui si occuperanno i volontari del Centro di Tutte le Età del quartiere che hanno individuato l’area in prossimità della panchina rossa; e, infine, quella presso la Casa Circondariale “Don Fausto Resmini”, dove, grazie alla collaborazione con la direzione e gli educatori dell’area trattamentale, saranno i detenuti addetti alla cura del verde a gestire l’aiuola posta, anche qui, davanti alla panchina rossa già esistente all’ingresso del carcere. Tra i reclusi e le recluse è in corso una raccolta fondi simbolica per la targa da apporre.
Le quattro aiuole in città testimoniano il valore di quest’iniziativa che ha trovato una condivisione ampia e partecipata dei cittadini anche grazie alla tenace azione divulgativa di Cristina Mostosi: “Alla Bruttura degli orchi che fanno violenza sulle donne si vuole contrapporre la Bellezza delle iris, il Rispetto, la Gentilezza.
La creazione dell’aiuola innesca un impegno di cura e costituisce un gesto per non dimenticare le vittime di femminicidio. Accudire l’aiuola significa non dimenticare quanta cura ci vuole ogni giorno per creare rapporti fondati sul rispetto della persona. Sbocceranno iris bellissime proprio come dal rispetto tra persone nascono relazioni forti e sane. Ogni donna è capace di resilienza proprio come le iris che ogni anno fioriscono più belle e forti di prima. Bellezza e Forza devono però essere rispettate con la consapevolezza del valore di ogni persona. Questo rispetto spesso manca e pertanto è fondamentale diffonderne la cultura.”
Il progetto “Una iris per non dimenticare” ha già visto l’adesione di 33 Comuni o enti in diverse parti d’Italia: ai Comuni italiani interessati, l’Associazione “Le iris di Trebecco” dona un kit contenente n.12 rizomi di iris barbate, provenienti dalla collezione Luigi Mostosi, per realizzare un’aiuola in un luogo pubblico. Qui una targa spiega l’origine dell’iniziativa e i fiori di iris trasferiscono il messaggio che la bellezza nasce dalla cura, in natura come nelle relazioni tra le persone. Un modo costruttivo per la famiglia Mostosi per reagire al dolore della violenza subita.


