Le chiavi del "La scala d'oro" di Ugo Riva
Bergamo. Un’opera imponente e densa di significato, nata da una profonda riflessione interiore e da un complesso dialogo tra materiali diversi troneggia nel salone principale della Fondazione del Credito Bergamasco: “La scala d’oro”, l’ultima opera del maestro Ugo Riva.
La genesi dell’opera affonda le radici in un viaggio in Bretagna di vent’anni fa, durante il quale Riva ammirò e schizzò i tradizionali calvari. Tuttavia, l’idea rimase a lungo latente, in attesa della maturità artistica necessaria a darle forma. “Non ero pronto tecnicamente – spiega lo scultore -. È un’opera dove si mettono in discussione diversi materiali che devono dialogare tra loro, quindi di una certa complessità”.
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