Al nuovo Museo Baschenis di Santa Brigida, una mostra racconta un Evaristo Baschenis ancora più umano, con la rappresentazione di oggetti che raccontano storie e quotidianità delle cucine bergamasche del Seicento
Una quotidianità domestica che si fa memoria comunitaria, un immaginario artistico che guarda alle origini e si fa ricordo (vitale) del vissuto. Una memoria che riaffiora da spazi e tempi sospesi, in dialogo con la sua geografia, è quella protagonista di “Cucina Baschenis. Frammenti di vita quotidiana nella Bergamo del Seicento”, mostra ospitata fino al 6 settembre (sabato e domenica, 10-12.30, 14.30-18, ingresso libero) all’interno del nuovo Museo Baschenis di Santa Brigida (in via Carale 13).
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