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Inscritto nel blu del cielo

Memoria, a Capriate mostra sulla deportazione femminile

21/01 » 01/02/20

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In occasione della Giornata della Memoria, dal 21 gennaio al 1° febbraio alla biblioteca comunale “Villa Carminati” di Capriate San Gervasio sarà allestita una mostra realizzata dall’Isrec di Bergamo sulla deportazione femminile.

L’iniziativa, intitolata “Inscritto nel blu del cielo”, è organizzata dall’Anpi di Capriate e dalle Acli con il patrocinio del Comune.

L’inaugurazione si terrà martedì 21 gennaio alle 20.30. Interverranno Giuseppe Mapelli (Anpi – Sezione di Capriate San Gervasio) ed Elisabetta Ruffini, direttrice di Isrec Bergamo. Leggeranno brani e testimonianze delle deportate: Antonella Boisio, Nives Manganini ed Elide Crippa.

Nei giorni successivi, la mostra sarà visitabile negli orari di apertura della biblioteca: martedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 14.30 alle 18.30; sabato dalle 9 alle 12.

Attraverso lo sguardo e le parole di alcune donne l’universo concentrazionario diventa memoria. Una mostra propone una prospettiva femminile per riflettere sul ruolo delle donne nella costruzione della memoria collettiva della deportazione.

Inscritto nel blu del cielo

Ecco le dieci donne proposte.

Due donne legate al territorio bergamasco
– Laura Levi, unica sopravvissuta di un’intera famiglia ebrea perseguitata e deportata da Bergamo
– Liliana Segre, ragazzina nei campi dal 2005 cittadina onoraria di Bergamo

Due donne che non sono mai tornate:
– Vittoria Nenni, partita con il convoglio di politiche francesi da Compiègne il 24 gennaio 1943 e morta ad Auschwitz nella primavera 1944. Figlia di Pietro Nenni, Viva fu compagna di deportazione di Charlotte Delbo che a lei dedica pagine bellissime
– Emilia Levi, bambina deportata con lo stesso convoglio di Primo Levi e inviata direttamente alla camera a gas. La sua figura resta impressa sulla soglia di Se questo è un uomo

Due donne che hanno scritto immediatamente al ritorno:
– Luciana Nissim, deportata ad Auschwitz e sopravvissuta, scrive Ricordi dalla casa dei morti insieme a Pelagia Lewinska nell’opera Donne contro il mostro
– Giuliana Tedeschi, deportata ad Auschwitz e sopravvissuta, scrive Questo povero corpo che fin dal titolo pone al centro della riflessione un tema squisitamente femminile come quello del corpo

Due donne che hanno fatto della loro vita un impegno di testimonianza:
– Lidia Beccaria Rolfi, deportata a Ravensbrück si è impegnata a raccogliere le testimonianze delle donne deportate (Le donne di Ravensbrück nel 1978), a organizzare il primo convegno sulla deportazione femminile nel 1994 (La deportazione femminile nei lager nazisti) e a promuovere la ricerca su quella dei bambini (L’esile filo della memoria, 1995)
– Marisa Scala, di famiglia antifascista legata a Giustizia e Libertà, resistente e internata a Bolzano, è stata l’accusatrice del processo contro Michael Seifert, l’SS aguzzino delle carceri del campo di Bolzano

Due donne la cui biografia mette in evidenza il legame Resistenza-Deportazione:
– Maria Arata Massariello, di famiglia antifascista (il padre Emilio era socialista) si impegna nella Resistenza, catturata nella sua casa di Milano dove si doveva tenere una riunione di studenti antifascisti , è deportata a Ravensbrück
– Liana Millu, impegnata nella Resistenza, legata al gruppo Otto operante in collegamento con gli Alleati, è arrestata nella primavera del 1944 mentre era in azione a Venezia e deportata ad Auschwitz nella primavera 1944

La mostra tenterà di evocare con la precisione delle parole delle testimoni alcuni temi centrali e propri all’esperienza e al racconto della deportazione femminile quali il tema del corpo, della solidarietà tra le compagne, dell’importanze delle chiacchiere tra donne, della maternità e dell’amore, della capacità di portare testimonianze per le altre, dell’ironia, della difficoltà a ritrovare un posto da donna deportata nel dopoguerra, dell’esperienza della memoria.

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