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Alla Sofi Gallery la mostra “Il gesto come origine”

Date Evento
Dal 6 giugno al 13 giugno
Date Evento
Ingresso

Evento concluso

Alla Sofi Gallery la mostra “Il gesto come origine”

Mostra personale di Julian T.
Il gesto come origine.
6 giugno – 13 giugno 2026
OPENING sabato 6 giugno ore 19.00
Sofi Gallery Via Tremana 11B, Bergamo

Sofi Gallery è uno spazio espositivo di arte contemporanea a Bergamo, gestito da RT Holding – Consulting Art SRL, realtà con esperienza nazionale e internazionale nel settore dell’arte.
Il 13 settembre 2025 è stata inaugurata la nuova sede di 350 mq, pensata per ampliare l’offerta
culturale attraverso mostre, eventi e incontri dedicati alla ricerca e alla sperimentazione artistica.

Nel solco di una riflessione che attraversa la storia artistica del secondo Novecento, il lavoro di Julian T. si inserisce in una linea di ricerca che riconosce nel gesto l’origine primaria del segno. In dialogo ideale con figure come Emilio Scanavino, Dadamaino, Toti Scialoja e Gio Pomodoro, l’artista sviluppa una pratica che radicalizza il rapporto tra azione e immagine, riportando il gesto alla sua dimensione più essenziale: l’impatto.

Il progetto *IMPACT* si configura non tanto come una tecnica, quanto come un dispositivo capace di mettere in crisi i confini tra atto e rappresentazione. L’opera non nasce da un processo costruttivo progressivo, ma da un evento unico e irripetibile, in cui energia, tempo e materia collidono generando forma. La pittura diventa così traccia di un accadimento, impronta visibile di un gesto performativo che si esaurisce nell’istante stesso della sua realizzazione.
In continuità con le esperienze dell’Informale e dell’astrazione gestuale, il segno non rappresenta ma accade. Tuttavia, nella ricerca di Julian T. il gesto non si espande nello spazio della tela, bensì si concentra, si condensa, implode in un punto preciso. È un gesto assoluto, carico di tensione emotiva, che si manifesta come collisione tra intenzione e materia.

Al centro della sua pratica c’è la macchia: una soglia tra controllo e casualità, intesa come “prima materia” alchemica che si trasforma sulla superficie pittorica. Julian T. arresta volutamente il processo creativo prima della compiutezza definitiva. Le sue opere restano così in bilico tra caos e forma, mettendo in luce il divenire e privilegiando il processo rispetto al risultato finale.

In un confronto ideale con i maestri storicizzati presenti in mostra, la sua ricerca si distingue per una compressione estrema del gesto: non più segno che si sviluppa nel tempo, ma evento che lo condensa; non più scrittura, ma impatto. Se in Scanavino il segno si configura come nodo, in Dadamaino come apertura, in Scialoja come ritmo e in Pomodoro come tensione plastica, in Julian T. esso diventa collisione, origine e fine insieme.

In un’epoca di sovrabbondanza visiva, l’artista restituisce centralità all’unicità dell’atto creativo: ogni opera è un accadimento irripetibile, ogni superficie il teatro di una trasformazione. La mostra invita il pubblico a farsi attraversare da questo processo. Come nell’alchimia, è proprio nella metamorfosi della materia che si apre una conoscenza più profonda, capace di trasformare anche lo sguardo di chi osserva.

Segnalato da info@sofigallery.com