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A Mozzo Bruno Ravasio presenta il libro "Una vita nel pallone" dedicato al Gepì - BergamoNews
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A Mozzo Bruno Ravasio presenta il libro “Una vita nel pallone” dedicato al Gepì

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Sabato 21 maggio alle 17 alla Porta del parco di Mozzo si tiene la presentazione del libro di Bruno Ravasio “Una vita nel pallone”, dedicato a Virginio Ubiali, ex numero 10 dell’Atalanta, soprannominato “Gepì”.
Partecipano: Fabrizio Pirola (Bergamo TV), Arturo Zambaldo (L’Eco di Bergamo), Nado Bonaldi (allenatore e delegato nazionale Aiac) ed Eugenio Perico (ex giocatore Atalanta). Si potranno ascoltare letture di Carlo Arrigoni.
I proventi delle vendite del libro sono devolute a favore del Progetto “Una musica per la vita”, dell’orchestra giovanile a fiati Extra band di Ponte San Pietro composta da ragazze e ragazzi dagli 8 ai 13 anni.
Originari di diversi paesi del mondo, hanno l’opportunità attraverso la musica di condividere un’esperienza unica di integrazione e amicizia.
Nel corso del pomeriggio Extra band si esibirà per la prima volta in un piccolo saggio musicale. Inoltre, verranno esposte alcune opere di Silvio Gamberoni, con immagini inedite di Bergamo e Provincia.
Nell’illustrare il volume, Ravasio spiega: “Della squadra avevo imparato a memoria la formazione che recitavo d’un fiato: Milesi-Sirtoli-Gandossi-Biffi-Manenti-Teruzzi-Donadoni-Donatini-Tironi-UbialiApeddu. Il pezzo pregiato era Gepì Ubiali, un piccoletto tutto ossa e nervi che ricordava un po’ Omar Sivori. Era un numero 10 naturale, giocava dalla metà campo in su: geniale, estroso, creativo, furbo, rapido come una faina, rapinatore d’area, preciso e chirurgico nel tiro. E ovviamente mancino, come quasi tutti i creativi nella storia del calcio. Il Gepì aveva superato da un pezzo la trentina ed era tornato a Ponte San Pietro, il suo paese, per concludere una carriera che lo aveva visto raccogliere meno gratificazioni di quelle che avrebbe meritato. Un po’ anche per colpe proprie: la sua concezione ‘Pontesanpietrocentrica’ dell’universo gli aveva fatto da freno negli spostamenti spingendolo a rifiutare ghiotte opportunità”.

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